Al Sacro Monte di Varallo per scoprire Gaudenzio Ferrari

Sacro Monte Varallo

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Fino al prossimo 16 settembre sarà possibile ammirare la mostra su Gaudenzio Ferrari “Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari” a Varallo. Gaudenzio ha dipinto 8 delle 44 cappelle del Sacro Monte, la basilica che sorge sulla sommità del monte immerso tra il verde dei boschi, denominato la “Gerusalemme Valsesiana ”, dal 2003 Patrimonio Unesco.

Un’idea per un week end d’estate all’insegna dell’arte.

Era il pittore preferito di Giovanni Testori e oggi l’artista rinascimentale Gaudenzio Ferrari (1471/75 – 1546) torna grande protagonista nella sua Valsesia per l’interessante mostra allestita fino al 16 settembre al Sacro Monte di Varallo, il più antico d’Italia, Patrimonio Unesco dal 2003. Una buona occasione per programmare un weekend estivo alla scoperta di un luogo unico, ribattezzato come la “Gerusalemme Valsesiana”. Curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, la mostra “Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari” fa finalmente luce su un artista oggi poco celebrato, ma che nel Cinquecento venne ritenuto da Giovanni Paolo Lomazzo – insieme a Mantegna, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Leonardo, Raffaello e Tiziano – uno dei sette “Governatori” nel “Tempio della Pittura”. A lui si devono 8 delle 44 cappelle del Sacro Monte, il complesso monumentale che sorge a 608 metri, su un’altura rocciosa che domina Varallo e offre scorci molto suggestivi dell’intera Valsesia.

Il Sacro Monte di Varallo

Il Sacro Monte è raggiungibile a piedi seguendo un percorso di venti minuti, che idealmente rappresenta il percorso di ascesa al Calvario di Gesù, ma anche in auto dalla Frazione Crosa o con la funicolare riaperta nel 2003. Il più antico dei sacri monti italiani è nato nel 1491 dall’idea del frate francescano Bernardino Caimi, che di ritorno da un viaggio in Palestina pensò di riprodurre a Varallo quei luoghi e rievocare la Vita e la Passione di Cristo. Sorse così, nel cuore della Valsesia, una “Nuova Gerusalemme” a beneficio dei fedeli che non potevano recarsi in Terra Santa, allora sotto il dominio turco.Sacro Monte Varallo

Il complesso degli edifici, una cinquantina, è stato costruito nel corso di un paio di secoli. Ogni cappella rappresenta, con affreschi (circa 4.000 figure) e con gruppi di statue (circa 400), scene della vita di Gesù e di Maria. Fra gli artisti più importanti che hanno lavorato a Varallo c’è proprio Gaudenzio Ferrari, che collaborò con il fondatore ad avviare il Sacro Monte: sua è la grandiosa cappella della Crocifissione. Ogni cappella rappresenta un episodio della vita o della Passione di Gesù: complesse scenografie sono state realizzate con affreschi e gruppi di statue lignee o di terracotta dipinta, in grandezza naturale e di forte potenza espressiva, del tutto simili a figure umane, con barbe e capelli veri.Sacro Monte Varallo- Gaudenzio Ferrari

«Il percorso di Gaudenzio Ferrari, nonostante gli studi passati e recenti, è ancora ricco di incognite», affermano i curatori della mostra. «Per esempio: come mai al principio degli Anni Trenta del Cinquecento Gaudenzio si trova a lavorare per il duca di Milano Francesco II Sforza, dopo che quest’ultimo visita il Sacro Monte per sciogliere un voto?».

Quel che è certo è che Gaudenzio da giovane deve aver frequentato Milano e deve essere stato folgorato dalla lezione “metafisica” del Bramantino. Le sue geometrie astratte riappaiono infatti anche a tanti anni di distanza nelle sue opere: persino alla fine, negli affreschi per Santa Maria della Pace a Milano.

Un weekend estivo all’insegna dell’arte..ma non solo.

La mostra dedicata a Gaudenzio Ferrari è un’ottima occasione per programmare un weekend estivo all’insegna dell’arte ma anche per scoprire le bellezze e le particolarità di tutto un territorio, la Valsesia, da Varallo ad Alagna. Tra natura incontaminata, suggestivi paesaggi e amene vallate solcate da corsi d’acqua cristallini in cui le antiche tradizioni dei valligiani si tramandano in perfetta armonia con l’ambiente circostante. Ma da non trascurare non sono nemmeno le tradizioni artigianali, come il pregiato cashmere dell’azienda agricola “Valsesia Cashmere” o le calzature realizzate a mano, dette “scapin”, o ancora il pregiatissimo pizzo valsesiano, il “puncetto”.

www.gaudenzioferrari.it – www.sacromontedivarallo.com

marina moioli

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