Bocca secca? Quali sono le cause e come curare la xerostomia

Bocca secca? Quali sono le cause e come curare la xerostomia

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Bocca secca? Quali sono le cause e come curare la xerostomia

Colpisce un adulto su quattro, la causa più diffusa è l’assunzione di farmaci e per prevenirla basterebbero pochi e semplici accorgimenti.

Come fare se si soffre di secchezza delle fauci?

Se si avverte sempre bisogno di bere, se si ha difficoltà a deglutire e gli angoli della bocca tendono a screpolarsi potrebbe dipendere dalla xerostomia, altresì conosciuta come disturbo da secchezza delle fauci.
Nonostante il termine tecnico assai poco diffuso possa incutere un po’ di timore, si tratta di un problema piuttosto comune. Il disturbo della bocca secca riguarda infatti una persona su quattro.

E tra queste ad essere più soggette sono le donne, specialmente se anziane: con l’avanzare dell’età, infatti, la patologia tende ad acuirsi.

Quali sono le cause?

Il fumo
Lo stress
Gli sbalzi ormonali
L’ansia
La depressione
L’ipertensione
Il diabete

Ma non solo, anche una particolare cura farmacologica può portare alla scarsa capacità di produrre saliva.

Respirare con la bocca anziché con il naso può facilitare il problema; come anche la mancata assunzione di vitamine necessarie all’organismo e la disidratazione.

Per questo agli adulti che soffrono di secchezza delle fauci si raccomanda di bere molto per idratare la bocca e di smettere di fumare.

È importante imparare a respirare con il naso ed è fortemente consigliato l’utilizzo di spray o collutori umidificanti destinati a curare la secchezza delle fauci attraverso la duplice funzione di dare sollievo e proteggere il cavo orale da possibili lesioni causati dalla secchezza.

In genere l’assunzione di farmaci è direttamente proporzionale

all’avanzare dell’età,

per questo sono le persone anziane quelle più soggette alla xerostomia.

Esistono anche alcune malattie che potrebbero essere correlate con lo sviluppo del disturbo: dalla sindrome di Sjögren, alla malattia di Parkinson, fino all’artrite reumatoide.

Tra le più comuni anche il diabete può essere un pericoloso nemico per la bocca secca. Con l’insorgere del diabete, infatti, il livello di glucosio nel sangue aumenta e diminuisce l’insulina prodotta nel pancreas, quella che regola la quantità di zucchero presente nel sangue.

Il risultato è una costante necessità di bere a causa della bocca completamente secca.

È in questa particolare situazione che i batteri trovano il terreno ideale, contribuendo alla formazione delle carie.

Data la diffusione di questa malattia, raddoppiata negli ultimi trent’anni, è bene sapere che se questi problemi non vengono curati, possono complicarsi in parodontiti – che nello stadio più grave portano alla perdita dei denti – visto che la saliva assente non può svolgere la propria funzione preventiva alla formazione di tartaro e di placca.

In più, la combinazione di diabete, che abbassa le difese del sistema immunitario, e di assenza di saliva che pulisca il cavo orale, porta alla diffusione di batteri in tutto l’organismo: quello che originariamente era un problema nato in bocca rischia di diffondersi in altre parti del corpo, creando delle complicazioni.

Ci sono poi molte ricerche che hanno evidenziato un’associazione tra il cancro e la secchezza della bocca.

Secondo uno studio di Science del settembre 2015, ogni anno sono 500 mila i pazienti che vengono sottoposti alla radioterapia per il cancro alla testa e al collo, con una percentuale di sopravvivenza elevata.

Tuttavia, le radiazioni del trattamento compromettono la qualità della vita, a partire dal malfunzionamento delle ghiandole salivari con conseguente secrezione salivare scarsa o nulla.

Conseguenze fisiche e sociali

Alitosi
Infezioni
Ulcere o afte
Carie
Insorgere di placca e tartaro
Sanguinamento gengivale
Perdita del gusto
Bruciore

La saliva svolge un ruolo fondamentale nella nostra bocca per l’intero organismo. Abbiamo visto che una riduzione di questo prezioso “aiutante” può portare a conseguenze spiacevoli più o meno gravi.

La più comune e innocua è l’alito cattivo causato dai batteri presenti nel cavo orale, arginabile con un collutorio, con un pulisci lingua o temporaneamente con una caramella che stimola anche la produzione di saliva.

Quando si ha la bocca secca è più facile essere soggetto a infezioni, ulcere o afte e carie dentarie. Effetto ancora più spiacevole è il sanguinamento gengivale, superato solo dalla perdita di denti, che influenza pesantemente la qualità della vita.

Oltre al dolore, si vive costantemente in una situazione di disagio: limitando le relazioni sociali per mancanza di autostima e le comunicazioni quotidiane per timore, magari, dell’alito cattivo.

Per non parlare poi della perdita del gusto.

Il disturbo della bocca secca, oltre a rendere difficoltosa la semplice azione di buttare giù un boccone, tende a rendere piatti e uguali tutti i sapori, annullando la capacità delle papille gustative di distinguere il cibo. Un vero cruccio per i buongustai.

Spesso poi si avvertono sensazioni di bruciore, difficoltà nel parlare a causa delle labbra screpolate che, in assenza di un liquido umido, si “incollano”.

Quali i rimedi?

Innanzitutto in tutti queste situazioni, è opportuno interrompere o, se impossibilitati, ridurre i farmaci che hanno causato il disturbo.

La prevenzione è comunque la migliore cura: non sottovalutare l’igiene orale è già una buona partenza. L’idratazione delle mucose con spray e collutori è un rimedio fondamentale e le sedute di controllo sono alla base di una vita sana.

Ad alleviare i sintomi della bocca secca anche l’agopuntura.

I risultati di un esperimento condotto nel 2011 dall’MD Anderson Cancer Center dell’Università del Texas e del Shanghai Cancer Center dell’Università Fudan hanno evidenziato che i pazienti affetti da cancro orale, che avevano abbinato l’agopuntura alla radioterapia, presentavano solo lievi sintomi riconducibili alla xerostomia, e in taluni casi addirittura nessuno.

A differenza di quelli curati unicamente con la radioterapia, che mostravano in misura maggiore problemi legati alla secchezza delle fauci.

Redazione

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