Colesterolo buono e cattivo: una distinzione importante

Di / 20 Dicembre 2019 Benessere, Salute Nessun commento
Colesterolo buono e cattivo: una distinzione importante

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Colesterolo buono e cattivo: una distinzione importante

Scopriamo insieme le differenze tra l’uno e l’altro e perché è importante monitorarne i valori

Sentiamo spesso parlare di “colesterolo buono” e di “colesterolo cattivo”, ma allo stesso tempo la medicina ci raccomanda di stare in guardia da valori troppo alti di colesterolo nel sangue.

Sappiamo che è necessario fare prevenzione contro l’ipercolesterolemia ma le lezioni di biologia ci hanno insegnato che senza colesterolo il nostro organismo non può vivere.

E quindi? Chi ha ragione? Cos’è e come funziona il colesterolo e soprattutto come avviene il calcolo del colesterolo hdl?

A questa e ad altre domande cercheremo di dare una risposta semplice e immediata, perché conoscere il funzionamento del colesterolo è la prima importante misura di prevenzione da malattie importanti e pericolose del sistema cardio-circolatorio.

“Colesterolo buono” e “colesterolo cattivo” sono i nomi con cui vengono comunemente definite, rispettivamente, le lipoproteine HDL (High Density Lipoproteins – Lipoproteine ad alta densità) e le lipoproteine LDL (Low Density Lipoproteins – Lipoproteine a bassa densità).

Colesterolo buono e cattivo: una distinzione importante

Le lipoproteine sono delle molecole molto importanti nel funzionamento del nostro organismo, perché sono addette al trasporto del colesterolo e dei trigliceridi da un punto all’altro dei tessuti del corpo.

Proprio per questo motivo è indispensabile la presenza di LDL e soprattutto di HDL: senza queste proteine sarebbe infatti impossibile trasportare, assimilare e utilizzare i trigliceridi, che nel nostro corpo rappresentano i principali componenti del tessuto adiposo (a sua volta responsabile della fornitura energetica di riserva).

Ma in cosa si distinguono HDL e LDL?

La principale differenza è proprio nella loro funzione: se da una parte entrambe le tipologie di colesterolo servono a trasportare i lipidi nel sangue, il modo in cui questi vengono rilasciati è del tutto differente.

Colesterolo buono e cattivo: una distinzione importante

Le LDL, nello specifico, trasportano colesterolo e trigliceridi nei vasi sanguigni per rilasciarli a tessuti e cellule dell’organismo; le HDL, invece, raccolgono il colesterolo in eccesso dalle arterie per indirizzarlo verso i punti di utilizzo o smaltimento (in genere si tratta del fegato).

Questa distinzione è importante per comprendere come mai sia così importante monitorare i livelli di colesterolo – sia HDL sia LDL – per assicurare un corretto espletamento delle funzioni organiche:

Se infatti i valori di HDL sono troppo bassi, non si può assicurare il corretto smaltimento del colesterolo in eccesso, che restando in circolo nel sangue può creare problemi alla circolazione;

Se i valori di LDL sono troppo bassi, lo stato generale di salute dell’organismo può essere compromesso. Bassi livelli di colesterolo sono stati associati a denutrizione, malattie del sangue e malattie epatiche; inoltre recenti studi hanno posto l’attenzione sulla correlazione tra bassi livelli di LDL e un maggior rischio di sviluppare ictus emorragico, specialmente nelle donne.

Allo stesso modo, anche valori troppo elevati di colesterolo costituiscono un segno di allerta da non sottovalutare, specialmente in relazione allo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Valori alti di HDL di solito sono associati a un quadro positivo (non a caso si parla di “colesterolo buono”), ma se tali valori sono del tutto fuori norma è bene fare ulteriori analisi per escludere la possibilità di patologie genetiche o di anomalie lipidiche e metaboliche;

I valori troppo alti di LDL sono i più pericolosi nel quadro del malfunzionamento del sistema delle lipoproteine e comportano severi rischi per la salute: dalla formazione di placche arterosclerotiche (che otturano le arterie maggiori, con gravi ripercussioni per la circolazione) al rischio di trombosi, fino alle più comuni malattie cardiache (infarto, angina pectoris, affaticamento del cuore, ecc…).

Ecco dunque il punto più importante:

quali sono i valori di riferimento per il colesterolo in un individuo sano?Colesterolo buono e cattivo: una distinzione importante

Posto che ogni organismo ha le sue regole, e i valori di riferimento subiscono delle modifiche in base all’eventuale predisposizione genetica del soggetto all’ipercolesterolemia, a malattie cardiache e vascolari e soprattutto in base al suo stile di vita (la sedentarietà è infatti uno degli aspetti più influenti sull’aumento del colesterolo “cattivo” nel sangue), ecco dunque i valori di riferimento stabiliti dalle linee guida del Ministero della Salute per la prevenzione dalle malattie cardiovascolari.

1. i livelli di colesterolo totale dovrebbe attestarsi al di sotto dei 200 mg/dl: il colesterolo totale infatti indica un valore che comprende sia il colesterolo buono sia quello cattivo ed esprime il rapporto tra l’uno e l’altro;
2. i livelli di HDL, ovvero del colesterolo buono, dovrebbero essere compresi tra 40 e 60 mg/dl: sotto tale soglia il colesterolo buono andrebbe incrementato, per compensare la parte di LDL; sopra tale soglia potrebbe creare problemi di squilibrio nel colesterolo totale;
3. i livelli di HDL, ovvero del colesterolo cattivo, andrebbero tenuti sotto la soglia massima dei 130 mg/dl (meglio ancora sotto i 100): valori più alti potrebbero essere molto preoccupanti per la salute delle nostre arterie, specialmente negli individui con una predisposizione a problemi di pressione e con un cuore debole.
4. anche i livelli di trigliceridi nel sangue hanno un peso nel quadro totale del colesterolo: il valore massimo consigliato non deve superare i 150 mg/dl.

Redazione

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