Gertsch – Gauguin – Munch. Cut in Wood. Tre maestri al Masi di Lugano

Gertsch – Gauguin – Munch

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Al MASI di Lugano (12 maggio – 22 settembre) sono esposte le sorprendenti e straordinarie xilografie di Franz Gertsch, nella mostra “Gertsch – Gauguin – Munch. Cut in Wood”, curata dallo stesso Gertsch e da Tobia Bezzola, direttore del museo (visite guidate gratuite ogni domenica); catalogo edizioni Kehrer.

Franz Gertsch, importante artista svizzero contemporaneo, ha scelto di esporre nove sue monumentali ed immersive xilografie, di grande impatto visivo, in dialogo con quelle di Gauguin e Munch, considerati maestri dell’incisione tra Ottocento e Novecento.

Il fil rouge che accomuna i tre artisti è proprio la comune padronanza della xilografia, l’approccio estremamente personale, che non si limita a mera tecnica, ma offre loro la possibilità di approfondire la ricerca stilistica e di aprire nuovi orizzonti figurativi.

Li unisce inoltre l’intreccio tra malinconia ed eros, una visione mistica del paesaggio e della natura, un senso di solitudine e di alienazione dell’artista rispetto alla società.

Evidenti sono anche le differenze: nelle dimensioni, nelle linee, nel colore e nel contenuto; monumentali superfici monocromatiche, che riproducono paesaggi e ritratti, costellate da una miriade di minuscoli punti di luce, prive di narrazione e atemporali per Gertsh, di piccolo-medio formato, con contrasti cromatici e un chiaro contenuto narrativo per Gauguin e Munch.

Franz Gertsch

Franz Gertsch (Mörigen, 1930) già dal 1969 al 1985 realizza dipinti realisti di grande formato a partire da fotografie/diapositive, scattate da egli stesso, riscuotendo grande successo.Gertsch – Gauguin – Munch

Poi interrompe l’attività pittorica per dedicarsi alle xilografie, che dal 1994 alterna di nuovo ai dipinti, partendo dalle une o dagli altri e riprendendo spesso lo stesso motivo.

Nelle xilografie, dove grande importanza riveste il dettaglio, utilizza una tecnica rivoluzionaria che, evitando del tutto la linea, attraverso una miriade di minuscoli punti incisi sulla matrice lignea, crea zone di luce e di ombra e permette all’immagine di delinearsi.

Data la meticolosità della tecnica e le dimensioni monumentali delle matrici, per realizzare ogni xilografia occorre circa un anno di lavoro. Ogni matrice dà origine a diversi esemplari realizzati in colori diversi con inchiostri preparati dall’artista stesso e stampati a mano su enormi fogli di carta giapponese molto spessa.Gertsch – Gauguin – Munch

Ogni stampa è un pezzo unico, una sola stampa in un colore. I soggetti sono ritratti femminili (“Dominique”, “Natasha IV”, “Doris”) e paesaggi (“Schawarzwasser I”, “Schawarzwasser II”, Gräser “Ausblick”).

Paul Gauguin

Paul Gauguin (1848 – 1903), dopo il primo soggiorno a Tahiti, ha inciso blocchi di legno con diversi strumenti, lavorando con linee sottilissime, rielaborandoli di continuo, anche in fase di stampa, riproducendo le esotiche scene di vita quotidiana e le figure femminili, che ammiriamo nelle sue opere più famose.

In mostra le serie “Noa Noa”, dai contrasti cromatici più accesi come “Aiuti te pape” (Donne al fiume) e “Te po” (La notte), e la “Suite Vollard”, dalle atmosfere più misteriose e cupe, se paragonate alla solarità e alla luminosità dei dipinti.Gertsch – Gauguin – Munch

Edvard Munch

Edvard Munch (1863 – 1944) scomponeva le matrici (di dimensioni doppie rispetto a quelle di Gauguin) in vari pezzi utilizzando colori diversi, per poi ricomporli e stampare l’immagine a più colori in un solo passaggio.

Anch’egli riproduceva i motivi dei suoi dipinti, ma rielaborandoli ripetutamente in diverse variazioni compositive, con una sensibilità cromatica più delicata, a parere di Gertsch, giocando – come Gauguin – con le venature del legno (“Il bacio”). Dove compare il paesaggio, è sempre espressione di emozioni e stati d’animo, come per Gertsch (“Due persone sole” e “Verso la foresta II”).

  •  MASI LUGANO LAC
  • Piazza Bernardino Luini, 6 CH – 6900 – Lugano
  •  dal 11/05/2019 – al 22/09/2019

 

Raffaella Airaghi

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