Il prezioso ritmo del tempo

Tutti hanno la sensazione che il tempo acceleri o rallenti, ma se ci abituassimo ad osservare i nostri stili di vita – frenetici nelle città metropolitane e più rilassanti in contesti di svago, come i periodi di vacanza – scopriremmo che il nostro tempo personale varia a secondo dello stato d’animo e delle esperienze che stiamo vivendo. Sebbene il tempo sia un’entità del tutto relativa , l’esigenza di misurare in modo lineare il suo trascorrere era sentita fin dall’antichità. Dalla semplicità delle prime meridiane si è arrivati alla più sofisticata invenzione dell’orologio. Oggigiorno, bombardati dalle nuove tecnologie, l’essere umano non solo ha perso la capacità di gestirsi il tempo – dilazionandolo a lungo, quindi sprecandolo oppure concentrando troppe azioni in una cronologia troppo ristretta – ma ha anche perso l’abitudine di compiere il gesto meccanico di guardare l’orologio oppure, al contrario, lo osserva continuamente, magari sullo schermo del cellulare.
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Il museo Poldi Pezzoli – un’incantevole casa museo ricca di tesori nel centro di Milano – il 16 ottobre 2015 ha riaperto al pubblico la Sala degli Orologi con un allestimento del tutto rinnovato, dedicato alla memoria di Patrick Heiniger ( 1950-2013), ex direttore Rolex, prestigioso marchio di orologi a livello mondiale. L’obiettivo è di dare ‘dignità’ a questo eclettico oggetto d’uso quotidiano che nel corso del tempo ha assunto un’importante valenza artistica e simbolica. L’intero ambiente è stato quindi reinterpretato come una scatola-scrigno di circa 200 pezzi, dopo la generosa donazione di Bruno Falck nel 1973 – intesa proprio ad esaltare il tema della preziosità della collezione. Si tratta soprattutto di un intervento museografico che consente a collezionisti esperti e visitatori di tutto il mondo di comprendere le caratteristiche della raccolta, suddivisa in ben 15 sezioni.

Vengono presentate varie tipologie di orologi – dai primi esemplari al modernissimo Breguet- che mostrano la trasformazione dei criteri di misurazione e quindi del valore che il tempo ha assunto nel corso dei secoli. Fondamentale sapere che gli orologi sono stati totalmente restaurati con casse ripulite e meccanismi interni messi in funzione, così che alcuni di essi potranno perfino suonare. 11.Orologio da tasca con automi e carillonA prescindere dalla numerosa collezione, la punta di diamante del museo è rappresentata dal Carro di Diana, situato nella Sala dei vetri antichi di Murano, in precedenza camera da letto di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Si tratta di un autentico modello ‘automa’, con la cassa a forma di un carro trionfale in ebano e quadranti d’argento – realizzato ad Augusta nei primi anni del Seicento. Inoltre, è possibile ammirare i più svariati esemplari: lussuose pendole parigine – con casse realizzate in bronzo dorato, legno intarsiato, boulle e porcellana – un orologio da carrozza, orologi da tavola e da persona decorati con smalti raffinati e pietre dure. Vi sono perfino orologi a gioiello nascosti in una pantofola alla turca e in un cappello. E le magnifiche chiavi di carica, gioielli esse stesse.

Museo Poldi Pezzoli  – Via Manzoni 12 – Milano.

Maria Grazia Lucchese

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