In vacanza negli Stati Uniti? Non dimenticarti il visto

Di / 29 Gennaio 2019 Home, Viaggi Nessun commento
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In vacanza negli Stati Uniti? Non dimenticarti il visto

Se un cittadino italiano ha intenzione di andare negli Usa, per ragioni di affari o in qualità di semplice turista, per un periodo inferiore a 90 giorni, non c’è bisogno del visto: occorre, però, l’Esta, vale a dire l’Electronic System for Travel Authorization.

Il nostro Paese, infatti, aderisce al pari di altri Stati al Visa Waiver Program, cioè il programma di viaggio senza visto, in virtù del quale è sufficiente compilare il questionario online dell’Esta ed essere in possesso di un passaporto elettronico valido per risultare in regola.visto-usa-esta

Il questionario Esta

L’home page del sito che permette di conseguire l’autorizzazione Esta è in lingua inglese, ma è possibile comunque impostare il questionario in più di venti lingue differenti, tra cui l’italiano. Le domande sono piuttosto approfondite; rispondere non è difficile ma di certo richiede una buona dose di tempo.

Vengono chiesti, per esempio, i nomi dei genitori e molte altre informazioni personali che in genere non sono necessarie quando si viaggia in un Paese straniero; inoltre, occorre specificare dove si ha intenzione di soggiornare e fornire i dati relativi al proprio impiego. Infine, bisogna segnalare un contatto di emergenza.

La compilazione, dunque, è alquanto laboriosa, mentre il costo della pratica è di 14 dollari: in realtà il rilascio del permesso in sé costa solo 4 dollari, ma è necessario aggiungere altri 10 dollari per l’imposta. Il pagamento deve essere effettuato con carta di credito sul momento. Dalla data in cui viene emessa, l’autorizzazione al viaggio avrà una validità di due anni.

Diffidare dei siti non ufficiali

Purtroppo su Internet ci sono diversi siti che rischiano di far pagare più del necessario per ottenere l’Esta. Si tratta di portali regolari, che però fanno riferimento ad agenzie private, che possono richiedere una spesa compresa tra i 55 e i 115 euro. Insomma, meglio prestare attenzione e diffidare di servizi inutili.

Il visto

Il programma Viaggio Senza Visto può essere applicato unicamente per chi va negli Stati Uniti per affari o per turismo, oltre che per chi attraversa semplicemente il Paese ma è diretto da un’altra parte.

Occorre un visto, invece, nel caso in cui la ragione del viaggio sia diversa: per esempio, uno scambio culturale, oppure la frequenza di corsi universitari. Lo stesso discorso vale quando si rimane negli Usa per più di 90 giorni.

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Come funziona

Il visto non immigrante è destinato a coloro che vanno negli Usa per un periodo di tempo limitato per ragioni di studio, per affari, per turismo, per cure mediche o per lavoro temporaneo. Il consiglio è quello di pianificare ogni dettaglio con il massimo anticipo possibile, aspettando di ottenere il visto turistico USA prima di comprare i biglietti aerei.

Quando si compila il questionario relativo alla richiesta del visto, infatti, non c’è bisogno di fornire gli estremi del biglietto.

In qualsiasi caso, il semplice possesso del visto non è di per sé una garanzia certa per l’ingresso negli Usa, dal momento che il Department of Homeland Security, cioè il Dipartimento di Sicurezza Nazionale, ha la facoltà di non concedere l’ammissione, o comunque di ridurre il periodo di soggiorno nel Paese.

Il visto per visitatori

Una particolare categoria di visti non immigranti è quella costituita dai visti per visitatori, cioè coloro che entrano negli Usa per affari (ma anche per la partecipazione a conferenze professionali o meeting), per terapie mediche, per visite ai parenti o per le vacanze.

Diverso è il caso del transito nel Paese: ci vuole un visto ad hoc per i viaggiatori che si imbarcano su navi da crociera in un porto straniero e approdano negli Usa ma sono diretti in un altro Paese.visto-usa-esta

Il visto per studio

In genere, per chi deve frequentare un corso di studi negli Stati Uniti è previsto il rilascio di un visto studenti. Dopo che lo studente è stato accettato nell’istituto americano presso cui ha fatto domanda, egli viene registrato nello Student and Exchange Visitor Information System.

Il nome del richiedente viene inserito dalla scuola all’interno del sistema Sevis, dove sono riportati anche i nomi dei familiari che eventualmente viaggiano in sua compagnia. Il programma è gestito dall’Ice, l’Immigration and Customs Enforcement.

 

massimo dubini

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