La quercia e i suoi abitanti: la vita incontaminata della natura

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La quercia e i suoi abitanti: la vita incontaminata della natura

La quercia e i suoi abitanti arriva nelle sale il 25 gennaio. Il lungometraggio naturalistico è stato diretto da Laurent Charbonnier, esperto del genere, e da Michel Seydoux, produttore qui al suo esordio alla regia.

La quercia e i suoi abitanti offre uno sguardo sulla natura particolarmente acuto e immersivo e invita a vivere un’esperienza sensoriale coinvolgente, utilizzando una tecnica di grande perizia e suggestione.

Rinunciando del tutto alla voce narrante, il film racconta la vita che nasce e si sviluppa dentro e intorno a una quercia centenaria ( quercus robur) uno degli alberi più imponenti e maestosi dell’emisfero settentrionale, simbolo di forza e longevità, speranza per le generazioni future.

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Durante un anno al ritmo delle stagioni si svolge e si rinnova la vita di animali e piante.

Tra le radici vediamo nascere da una ghianda un germoglio, un nuova piccola quercia che ci ricorda la grandezza e la vitalità della natura.

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La quercia offre rami, foglie, cavità e cunicoli ai suoi numerosi abitanti: una colonia di piccoli topi selvatici, una coppia di ghiandaie, uno scoiattolo rosso, un balanino delle ghiande, un curioso insetto che depone le uova nei frutti dell’albero, protagonista di sequenze sorprendenti.

Accanto a loro vivono un astore, un picchio rosso, un tasso, un barbagianni. Caprioli, nutrie e cinghiali pascolano sotto le sue fronde mentre anfibi e vari uccelli acquatici si bagnano nel fiume che scorre lungo la riva su cui sorge maestoso l’albero.

Si tratta di un ecosistema multiforme e complesso, basato sulla coesistenza, non sempre del tutto pacifica, di tante specie.

Le storie si sviluppano senza bisogno di parole, ma affidandosi al linguaggio degli animali che nella quercia hanno loro nido, ne ricavano cibo e protezione, amoreggiano o incontrano mortali pericoli.

Suoni e azioni presi dal vero

L’efficacia del racconto delle vicende degli animali che pullulano intorno alla quercia è stata resa possibile da uno straordinario uso dei suoni della natura registrati attraverso mesi e mesi di pazienti riprese nella verdeggiante regione francese della Sologne.

I registi sono andati alla ricerca di tutti gli elementi dell’ecosistema della quercia: uccelli, scoiattoli, insetti topolini, larve e funghi sotterranei, cervi e nutrie, cigni, aironi, anatre, cinghiali che utilizzano il tronco per grattarsi…

La quercia e i suoi abitanti: l’illusione di essere dentro la natura   

Nel buio della sala cinematografica lo schermo è una finestra verso un meraviglioso mondo, vibrante e ronzante che il maestoso albero accoglie, nutre e protegge con tutto se stesso, dalle radici alle foglie, in ogni stagione.

Lo scoiattolo rosso che nella quercia raccoglie e conserva le sue provviste si assume un ruolo da protagonista, sempre vivace e attento a tutto quello che succede intorno a lui e che può mettere a repentaglio la vita stessa degli abitanti della quercia, come un temporale violento e improvviso o gli assalti dei predatori.

Tiene col fiato sospeso un serpente, Colubro di Esculapio, che strisciando sale lungo i rami puntando il nido delle ghiandaie con i piccoli. Non bastano i gridi a dissuaderlo. Ma quando è a pochi centimetri dal nido, il ramo su cui procede si spezza e il predatore precipita nell’acqua.

Una tecnica straordinaria

Le riprese sono state effettuate in modo magistrale, supportate da un meticoloso studio dell’ambiente e da realistici effetti digitali.

Le microcamere di Charbonnier e Michel Seydoux sono riuscite ad addentrarsi in spazi angusti e sotterranei, amplificando dettagli quasi impossibili da cogliere.

Le azioni relative ai vari momenti della vita degli animali sono state pensate, riprese e montate con la precisione di un sofisticato film d’animazione, guidate da una sceneggiatura di ferro che resta sottotraccia.

Lo spettatore è sempre a distanza estremamente ravvicinata da ciò che vede e l’illusione di verità è accentuata da un montaggio quasi invisibile.

La regia lavora sui silenzi, sulle voci della natura, sugli sguardi tra animali, regalandoci addirittura soggettive di un insetto, decisamente insolite

Gli animali sono sempre veri e filmati nel loro habitat, non ricreati al computer.

Le loro vicende esprimono una potenza drammatica, senza indulgere all’antropomorfizzazione tipica di tanti film naturalistici o di animazione.

La quercia e i suoi abitanti: la colonna sonora 

La colonna sonora propone brani assai diversi: Lascia ch’io pianga di Haendel, annuncia malinconicamente l’inverno, Et tu restes di Tim Dup, nato per il film, è diventato inno di manifestazioni ambientaliste.

Sway di Dean Martin e il boogie woogie di In the Mood fanno da contraltare straniante a episodi come un inseguimento tra uccelli da action movies o una seduzione tra insetti senza veli, storie che richiamano ironicamente altre simili con protagonisti umani.

Su tutto domina un’idea di natura incontaminata e idillica, dove tutti gli esseri viventi trovano il loro equilibrio. Per ottenere questo effetto è stato indispensabile eliminare dall’inquadratura qualunque ombra umana.

E nella realtà purtroppo ciò non è possibile.

distribuzione https://iwonderpictures.it

Elefteria Morosini