Orticolario 2025: protagoniste le piante alimurgiche
Anche quest’anno, nell’incredibile parco di Villa Erba, una delle più belle del lago di Como, si è svolta la manifestazione tanto attesa dagli amanti della natura, dei fiori e delle piante e di tutto quello che è legato ai giardini: Orticolario 2025.
Questa volta, oltre alla vista e all’olfatto, la manifestazione ha deciso di stimolare anche un altro senso: il gusto che così diventa paesaggio mentre il cibo mostra, ancora una volta, la sua valenza a livello culturale.
Orticolario 2025: le piante alimurgiche e le loro proprietà

Ecco perché i riflettori si sono accesi sulle piante alimurgiche, ovvero quelle piante spontanee quali la piantaggine, la portulaca, l’ortica o la boraggine che si trovano in natura e la cui raccolta ha accompagnato da sempre l’umanità.
Tuttora, a saperle individuare, possono essere non solo fonte di nutrimento e di salute grazie alle loro proprietà ma anche all’origine di ricette particolarmente sfiziose.
Uno dei massimi esperti in alimurgia è Marco Gramaglia, presente a Orticolaria con uno stend ricco di vegetali noti e meno noti soprattutto per quanto riguarda il loro utilizzo. A lui è stato conferito il Premio del Presidente per l’infinita disponibilità, la grande conoscenza e la capacità di trasmettere il sapere, qualità che fanno di lui un vero esperto nel campo delle piante alimurgiche.
Piante che Antonia Klugmann, chef stellata, è solita utilizzare nel suo ristorante L’Argine, a Vencò, perché per lei la materia prima è poesia e responsabilità e il non spreco un atto creativo. E ha fatto della cucina etica, dell’ascolto della natura e del nutrirsi con rispetto da essa il suo manifesto.
Tant’è che il premio Per un Giardinaggio Evoluto è stato assegnato a lei, per la sua visione innovativa che l’ha guidata nell’esplorazione del selvatico in modo autentico e rispettoso, creando proposte culinarie che non sono solo un’esperienza gastronomica, ma anche un messaggio profondo di sostenibilità, cura per l’ambiente e connessione con la terra.
E infine, per la devozione assoluta con cui si dedica ogni giorno al proprio lavoro, ponendo al centro della sua ricerca non l’ostentazione del talento, ma la sacralità del gesto, il rispetto per ogni materia prima e la riconciliazione tra uomo e natura.
Queste le motivazioni con cui Moritz Mantero, presidente di Orticolario 2025, l’ha premiata.
Sull’onda dell’entusiasmo che le piante alimurgiche hanno destato si sono intraprese anche altre iniziative tra cui il foraging guidato dalla naturalista etnobotanica ed esperta di piante spontanee edibili Lucia Papponi, partito dal parco della Spina Verde e conclusosi nel parco di Villa Erba dove i visitatori hanno potuto gustare svariate eccellenze enogastronomiche accompagnate, magari, da un buon boccale di birra del Birrificio Italiano o dal succo di uno dei 150 tipi di melograno esistenti.

Molteplici infatti i produttori selezionati e gli chef presenti in loco pronti a raccontare la biodiversità attraverso piatti, assaggi e narrazioni.
Così, oltre ad aver appagato la vista con piante più o meno rare, più o meno fiorite e con fiori di tutti i colori e di tutti i profumi, chi ha avuto il privilegio di poter visitare Villa Erba in queste giornate ha potuto anche solleticare le papille gustative con infiniti sapori.

A Villa Erba anche design e artigianato artistico
Nè è mancato in Orticolario lo spazio dedicato al design e all’artigianato artistico purché rispettoso dell’ambiente e della natura.
Come quello di Algranti Lab che dal 1977 raccoglie materiali di ogni genere (bancali, assi da ponte, grondaie e lamiere, lastre di rame, fogli di ferro e di alluminio) pensando a cosa potrebbero diventare, ma sempre con l’idea di modificare il meno possibile il materiale trovato.

Così da legno, ferro, alluminio e rame, tutto materiale di recupero, nascono oggetti piccoli e grandi perfetti per l’arredo anche del giardino: tavoli, lampade, sedie e poltrone, tutti pezzi unici perché unico è il materiale con cui vengono costruiti e unica è la qualità artigianale del laboratorio.
Come unico è Orticolario.
Testo di Fabia Garatti – foto di Giovanna Dal Magro


