Deficit erettivo: se il problema è “LUI”

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Deficit erettivo: se il problema è “LUI”

L’impotenza, detta meglio e più precisamente deficit erettivo, è un problema maschile (e quindi anche femminile) di proporzioni sempre più vaste. Un recente studio calcola che nel 2025 i casi potrebbero interessare, nel mondo, 322 milioni di uomini. In questa ipotesi mal comune non è certamente mezzo gaudio. Se il meccanismo s’inceppa ripetutamente, non è il caso però di farsi venire l’ansia da prestazione, altrimenti si può entrare in una spirale d’insicurezza dalla quale è difficile uscire e che può compromettere l’autostima..

Invece…“Possiamo consolarci perché nel mondo (in quello occidentale) il Viagra è stato iscritto fra le cento scoperte del XX° secolo” scrisse Giorgio Rifelli, sessuologo per molti anni responsabile del Servizio di Sessuologia Dipartimento Psicologia Università di Bologna. “Se solo di recente farmaci noti per altre terapie sono stati oggetti di studio e quindi d’utilizzazione in ambito sessuologico, è perché in termini di mercato è aumentata la domanda, in termini clinici sono aumentati i sofferenti e in termini sociologici ‘l’homo faber’ è in profonda crisi”.

Insomma, finiti i tempi degli elisir d’amore, delle ostriche e del peperoncino, ora la scienza regala sicurezze a chi non riesce sempre a realizzare i propri desideri sessuali: se non ce la fa lui, ce la fa lei (la pillola)”.

Deficit erettivo: se il problema è "LUI"Secondo un’indagine conoscitiva che la Società Italiana di Andrologia (SIA) ha svolto presso gli andrologi italiani, più del 30% degli uomini che si rivolgono a questi specialisti soffre di disagi sessuali. Quali? Nel 52% dei casi la scarsa risposta erettile a stimoli sessuali extracoitali (cioè al di fuori della penetrazione). Sintomi legati nella maggior parte dei casi alla sfera emotiva-psicologica dell’esperienza sessuale. Nel 40% dei casi esaminati l’assenza dell’attività erettile spontanea. Nel 38% dei casi il prolungamento del periodo refrattario (la durata dell’intervallo che intercorre fisiologicamente tra un rapporto e l’altro).

Gli uomini hanno accolto con entusiasmo l’arrivo di soluzioni farmacologiche in grado di risolvere i problemi connessi alle difficoltà di erezione: si tratta di medicinali che si differenziano per la durata e rapidità d’effetto e le modalità di assunzione. Molte, però, le perplessità. Come orientarsi sulla scelta? È il medico che deve stabilire quale molecola è più indicata per le abitudini relazionali e sessuali di ciascuno, partendo dal fatto che vanno prima curate le eventuali cause organiche. “La disfunzione erettile, consiste nell’incapacità o difficoltà di iniziare, continuare o portare a termine un rapporto sessuale di tipo penetrativo” spiega Maurizio Bossi, andrologo esperto in sessuologia.

“L’alterazione dei meccanismi vascolari, della conduzione nervosa, metabolici, ormonali provoca l’impossibilità dei corpi cavernosi del pene di essere turgidi, oppure il loro precoce svuotamento per la mancata tenuta degli apparati valvolari dell’organo maschile. In ogni modo, quanto più la medicina studia la funzionalità del pene, tanto più ci si rende conto che l’organo sessuale per eccellenza dell’uomo (e della donna) continua ad essere il cervello. È lui che comanda”. Ed è l’emozione la principale causa di una non soddisfacente risposta erettiva. Infatti i problemi legati ad un’impotenza d’origine psicologica sono in aumento.

“La disfunzione erettile ha spesso una causa psicologica ed emotiva” spiega Tiziano Tagliavini, psicosessuologo. “E può colpire anche uomini giovani e in buone condizioni psico-fisiche. Si può quindi risolvere con il counseling sessuologico o una psicoterapia.Deficit erettivo: se il problema è "LUI"

Nel caso si assumano i farmaci specifici per i disturbi dell’erezione, occorre sottolineare che non agiscono sul desiderio (la mancanza di libido va risolta con altro tipo di terapia) e neppure servono a creare dei ‘superman del sesso’ ma, grazie al loro effetto immediato, possono avere un’utile funzione di ‘starter’”. Insomma, il sesso fa bene al sesso e il fatto che molti in tutto il mondo ricorrano in gran numero ad una soluzione medica specifica, significa che è aumentata la sensibilità al controllo del proprio corpo. “Per la metà dei maschi del Nord Italia di 40-50 anni portare in tasca una pillola per risolvere i problemi dell’erezione, dà sicurezza e riduce l’insorgenza del problema – afferma Chiara Simonelli, psicosessuologa dell’Università la Sapienza di Roma – un poco come la coperta di Linus”. Da ricordare che al buon successo di qualsiasi tipo di terapia, farmacologica, psicologica, sessuologica contribuisce in modo fondamentale l’atteggiamento della partner (nel caso il soggetto che si è rivolto allo specialista per risolvere il disagio sessuale sia in coppia). Affrontare il disagio sessuale in coppia è espressione di una vera relazione.

Deficit erettivo: se il problema è "LUI"Se desiderate avere chiarimenti su problemi di natura sessuale (maschile o femminile) potete scrivere alla dottoressa Bettelli Lelio a: cbchiachia7@gmail.com

LE CAUSE
. organiche
Malattie vascolari: arteriosclerosi (irrigidimento e restringimento delle arterie) e di tutte le patologie che in generale comportano una riduzione dell’afflusso del sangue al pene. Più frequenti negli uomini con più di 50 anni.
Malattie neurologiche: le patologie a carico delle fibre nervose che terminano nei corpi cavernosi, causando l’interruzione dei circuiti di controllo dell’erezione, provocano la disfunzione erettile complessivamente nel 10-15% dei casi. Si può trattare di lesioni del midollo spinale o nervoso, la sclerosi multipla, morbo di parkinson e Alzheimer, neuropatie periferiche tossiche (dovute all’alcool, al fumo, alle droghe, al diabete, all’uremia e ai tumori), così come i danni alle vie nervose che possono derivare da interventi chirurgici alla prostata, alla vescica e al retto.
Malattie renali e diabete: influiscono sia sulla sfera vascolare che su quella neurologica. La metà dei pazienti con uremia, infatti, soffre di disfunzione erettile, mentre è il 75% degli uomini in dialisi ad esserne affetto.
Problemi endocrini: la disfunzione erettile può essere collegata anche a disfunzioni ormonali come la diminuzione del testosterone o l’aumento della prolattina.
Farmaci: alcune medicine possono compromettere la funzionalità dell’erezione. I pù dannosi in questo senso sono gli antipertensivi, gli antidepressivi, i corticosteroidi ed i barbiturici.
. psicologiche-relazionali
Legate ad ansia da prestazione, cattivo rapporto di coppia, depressione, sensi di colpa, preoccupazioni oggettive o lo stress concorrono spesso ad inibire la risposta erettile ed il desiderio sessuale. Spesso sono elementi che vanno ad aggravare un quadro compromesso da un disfunzione di origine organica, complicandone il percorso terapeutico.
. Fattori di rischio
Il fumo: la nicotina è un vasocostrittore e può dunque compromettere l’afflusso di sangue al pene, causando occasionali deficit erettivi. I fumatori che soffrono di ipertensione, inoltre, hanno il 13% di possibilità in più di soffrire di disfunzione erettile dei non fumatori.
Abuso di alcol e droghe: comportamento che può avere una comune causa di ordine psicologico con la disfunzione erettile e il loro consumo può indurre neuropatie tossiche che interferiscono con il meccanismo dell’erezione.
Comportamenti alimentari: una dieta ricca di grassi e zuccheri, e povera di fibre e vitamine, costituisce un’importante fattore di rischio per obesità, ipercolesterolemia e d iperglicemia. Tre condizioni che possono influire negativamente sull’erezione.
Sedentarietà: favorisce il sovrappeso e può compromettere la buona funzionalità del sistema cardiovascolare, presupposto invece necessario per l’efficienza sessuale.

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.
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