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Arte & Cultura,  Life gallery

Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio

Al Palazzo Ducale di Genova, l’importante esposizione sino al 19 luglio

Palazzo Ducale di Genova (Appartamento e Cappella del Doge) ospita dallo scorso 19 marzo “Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”: la più grande mostra italiana dedicata al maestro fiammingo degli ultimi venticinque anni.

L’importante esposizione, visitabile fino al 19 luglio, presenta opere provenienti dai rilevanti prestiti dei maggiori musei internazionali: Louvre di Parigi, National Gallery di Londra, Kunsthistorisches di Vienna, Prado e Thyssen-Bornemisza di Madrid.

Preziosi contributi sono arrivati anche da prestigiose fondazioni e collezioni: la belga Phoebus; la portoghese Gaudium Magnum; le italiane Galleria degli Uffizi di Firenze, Pinacoteca di Brera di Milano, Musei Reali di Torino, Galleria Nazionale di Parma, Museo civico di Palazzo Chiericati di Vicenza.

La mostra, prodotta da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Comune di Genova, con il sostegno di Regione Liguria, è stata curata da Anna Orlando, Katlijne Van der Stighelen e da un prestigioso gruppo di studiosi internazionali.

Van Dyck l’Europeo. Il percorso espositivo

Il percorso espositivo guida il visitatore attraverso l’intera vita artistica e personale di Van Dyck: dalle Fiandre, suo luogo natale, alla corte del re d’Inghilterra Carlo I, oltre ai suoi numerosi viaggi in Europa, in particolare del lungo periodo italiano, durato ben sette anni.

Genova, che ebbe una posizione centrale nelle opere della fase italiana, tra il 1621 e il 1627, è fortemente rappresentata da una serie di maestosi ritratti della sua nobiltà di allora, ma sono presenti anche molte tele eseguite in diversi momenti della carriera dell’artista nei suoi diversi itinerari.

Segni tangibili della sua presenza nel capoluogo ligure anche le opere ‘permanenti’ dell’artista fiammingo collocate nei meravigliosi spazi dei Musei di Strada Nuova (Palazzo Rosso e Palazzo Bianco) e dei Musei Nazionali di Genova (Palazzo Reale, Palazzo Spinola): i ritratti di Caterina Balbi Durazzo e di Paolina Adorno Brignole-Sale; Anton Giulio Brignole-Sale a cavallo e la toccante immagine di Ansaldo Pallavicino bambino…

A Palazzo Ducale, invece, le dodici sale mostrano ben sessanta quadri affiancati non in ordine cronologico, bensì per temi e ambiti della sua attività: dallo stile del giovane Van Dyck nella terra d’origine a quelli del periodo italiano e della maturità inglese.

Molto rappresentativo del suo stile, all’entrata della mostra, il primo autoritratto eseguito quando era un ragazzino, all’incirca quindicenne: proveniente dall’Accademia di Belle Arti di Vienna, il dipinto permette di capire sin da immediatamente il talento dell’artista.

Non soltanto Van Dyck autore di ritratti: per la prima volta sono presenti molte sue opere sacre quasi mai rappresentate in Italia con un numero così consistente.

Ritrattista più affermato d’Europa, egli morì prematuramente a soli 42 anni e, con la sua scomparsa, la sua brillante e fulminante carriera fu purtroppo stroncata a discapito di quanto di magnifico avrebbe ancora potuto realizzare.

A corollario della mostra, numerose le attività collaterali: convegni, concerti, laboratori didattici per famiglie e scuole, una mostra fotografica e visite guidate, sia nei musei, sia in città, sulle orme di Van Dyck in città.

L’incanto e lo stupore della mostra di Palazzo Ducale potranno proseguire, infatti, grazie alla segnalazione di itinerari a Genova, dove l’artista visse a lungo e dove ha lasciato segni tangibili della sua presenza.

Info: www.palazzoducale.genova.it