ANDY WARHOL SUL COMÒ

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Villa Croce ritorna a essere una dimora privata arredata con mobili di design per ospitare quasi cento opere da una straordinaria collezione genovese mai prima presentata in pubblico. Le opere, scelte con cura e visionaria lungimiranza da Rosetta Barabino, sono il frutto di una passione condivisa con il figlio minore che per più di trent’anni li ha portati per gallerie e mostre d’arte contemporanea.

Rosetta Barabino (1918-1986) resta vedova nel 1968, a cinquant’anni esatti, troppi a quei tempi in Italia, per rifarsi una vita, ma troppo pochi, per chiudersi in una passiva vedovanza. Magra, con i capelli sempre raccolti, austera ma elegante, donna determinata e di polso, dotata di grandi capacità organizzative, prende in mano e razionalizza la gestione della farmacia ereditata dal marito, nell’interesse dei figli rimasti orfani di padre.  Educa i tre ragazzi, crescendoli in una casa borghese sobria, in cui le opere contemporanee del Minimalismo americano, della Land-art e dell’arte Concettuale convivono con divani e comò ottocenteschi.
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La mostra riunisce settanta artisti italiani e internazionali, da Andy Warhol a Carl Andre, da Donald Judd a Cy Twombly, da Dan Flavin a Robert Morris, oltre a Joseph Beuys, Olafur Eliasson, Cindy Sherman, Gordon Matta-Clark, Takashi Murakami, Ettore Spalletti, Ai Wei Wei, Fischli & Weiss e Yang Fudong per raccontare la storia dell’arte contemporanea attraverso lavori eccezionali che, installati in un ambiente domestico moderno e sofisticato, dimostrano come l’arte contemporanea possa diventare ispirazione quotidiana per immaginare il futuro.

I lavori scelti, datati dal 1962 al 2014, «raccontano le trasformazioni dell’arte internazionale negli ultimi cinquant’anni attraverso diversi mezzi espressivi che spaziano dalla pittura alla scultura, dai disegni alle installazioni, dalle fotografie ai ricami e alle tessiture» e sono «ambientati» in una planimetria domestica, dalla stanza della televisione (ovviamente con video di Bill Viola) alla sala da pranzo (con, tra gli altri lavori, i Mao di Warhol), dalla cucina (con opere di Robert Rauschenberg e Gilbert & George) allo studio (qui tre opere fotografiche di Gordon Matta-Clark), alla camera per i bambini (per loro l’inevitabile Takashi Murakami ma anche Cindy Sherman e Ben Vautier).


La mostra, promossa dal Comune di Genova e da Genova Palazzo Ducale-Fondazione per la Cultura in collaborazione con Civita, è corredata da un catalogo edito da Marsilio che ripercorre la storia della collezione con testi critici di Ilaria Bonacossa, Francesco Bonami, Luca Cerizza, il racconto di Maurizio Barabino e le schede di tutte le opere in collezione.

Opere della Collezione Rosetta Barabino
2 aprile 2015 – 5 luglio 2015
Genova, Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce
Orario mostra :  da martedi a domenica, ore 11.00 — 19.00 (chiusura biglietteria ore 18.00)
www.palazzoducale.genova.it

Silvana Benedetti

Giornalista di lungo corso ha lavorato all’interno di alcune case editrici quali la Mondadori, Rusconi Editore e f.lli Fabbri Editore. Successivamente, per diversi anni ha operato nel campo della musica come responsabile della promozione e del marketing per le più importanti major discografiche. Attualmente collabora anche con il mensile cartaceo Caravan e Camper e per altre testate online di viaggio, bellezza ed enogastronomia.

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