Banksy firma il suo murale al carcere di Reading

banksy-firma-il-suo-murale-al-carcere-di-reading

Articoli da CorrelatiArticoli Correlati

Banksy firma il suo murale al carcere di Reading

L’opera di Banksy sulla cinta muraria del carcere di Reading: un inno alla libertà di parola e di pensiero

Un carcerato si cala dal muro del carcere di Reading con una fune fatta di lenzuola annodate, come nelle rappresentazioni più classiche di un’evasione. All’estremità pende una macchina da scrivere.

Il carcere di Reading è famoso perché vi scontò la pena di due anni ai lavori forzati Oscar Wilde (1854 – 1900), in seguito a una condanna per omosessualità.

Dopo alcuni mesi di silenzio il famoso street artist, che mantiene con scrupolo l’anonimato, firma l’opera che ha realizzato qualche giorno fa sulla cinta muraria del carcere di Reading, in Inghilterra.

La penultima opera di Banksy:

“La signora raffreddata” di Bristol, dicembre 2020

banksy-firma-il-suo-murale-al-carcere-di-reading

L’artista di strada ha confermato di essere lui l’autore dell’opera e per rivendicarne la paternità oltre ogni dubbio, il 4 marzo ha postato a mezzo Instagram un video che ha scatenando le reazioni e i commenti dei suoi fan.

La conferma è arrivata anche dal ministero della Giustizia britannico: “Stiamo valutando i prossimi passi e forniremo un aggiornamento a tempo debito”, si legge in una nota.

La firma di Banksy nel video che mostra l’artista all’opera nella realizzazione del murale

Il carcere di Reading

La struttura è abbandonata dal 2013 ed è stata messa in vendita dal governo nel 2019. In un primo momento sembrava che il complesso sarebbe stato acquistato e ristrutturato per farne appartamenti.

Ma fallita la vendita, il municipio di Reading si è riproposto di trasformarlo in un centro artistico. Intellettuali e artisti sostengono questa idea di riutilizzo dello storico luogo della detenzione di Wilde, verrebbe così trasformato in un hub creativo, riscrivendone la storia attraverso l’arte.

Complesso è l’intreccio tra il carcere, l’opera di Banksy e Oscar Wilde.

Qui lo scrittore irlandese, prima beniamino dell’altra società mondana e letteraria, passò due tragici anni tra il 1895 e il 1897, dopo essere stato processato e condannato in seguito alla denuncia per corruzione presentata dal genitore del suo giovane amante.

Dopo la scarcerazione, nel maggio 1897, Oscar Wilde scrisse La ballata del carcere di Reading, una delle sue opere più intense e commoventi, in cui riflette sulla condizione di reclusione dell’uomo e sulla condizione tragica che deve affrontare ogni giorno per la sopravvivenza.

Il testo fu pubblicato nel 1898 da Leonard Smithers, unico editore inglese disposto ad avere contatti con lo scrittore caduto in disgrazia, esule in Francia, solo e abbandonato, tanto che le prime edizioni non portano il nome dell’autore.

Ma il suo libro è diventato un caposaldo della storia della letteratura.

“La Ballata del carcere di Reading” di Vinicio Capossela

Altro grande artista che si è ispirato all’opera e alla vicenda di Oscar Wilde a Reading è Vinicio Capossela, che ha composto una ballata inclusa nell’album “Ballate per uomini e bestie”, in cui si susseguono composizioni struggenti, nelle quali si scandaglia la sofferenza del peccatore:

Ma ogni uomo uccide quel che ama/ Questo sia bene udito/ Alcuni con sguardo amaro, altri con parlar forbito/ Il codardo lo fa con un bacio, con la spada lo fa l’ardito/ Con la spada lo fa l’ardito”, (da “Ballata del carcere di Reading”)

Gli artisti dialogano tra loro nello spazio e nel tempo. A noi il compito di interpretare e dare significato alla loro opera

Elefteria Morosini

Informativa cookie

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Clicca sul bottone Accetta per accettarne il loro utilizzo. Altrimenti è possibile cliccare sul bottone Rifiuta per continuare la navigazione senza che alcun dato venga inviato a Google Analytics.