Copenhagen premiata Urban Public Space

Copenhagen Circle Bridge

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Copenhagen – porto dei mercanti- non è una città per singoli giri turistici, ma un’odissea individuale tra l’esistenzialismo di Kierkegaard e la fiaba di Andersen, tra sogno e nostalgia. Dichiarata nel 1996 Capitale Europea della Cultura, il capoluogo danese è una città cool. Piccola, ma cosmopolita, piena di caffetterie e negozi è impreziosita dai migliori ristoranti della Scandinavia. Vie sinuose condurranno verso i maestosi palazzi reali della città vecchia. Copenhagen però è soprattutto una città che guarda al futuro. Quest’anno ha, infatti, compiuto un ulteriore passo in avanti, ottenendo il Premio Europeo ‘Urban Public Space’ assegnato dal CCCB – Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona- che ha premiato la capitale per la sua politica urbana ‘illuminata’, che svela con chiarezza la visione della città nel presente e nel futuro.  Copenhagen

La importanza di riconquistare lo spazio urbano e di renderlo utilizzabile ai ciclisti e pedoni,  è da considerarsi un obiettivo pienamente raggiunto. La città della Sirenetta ha garantito, così, un’elevata qualità della vita a tutti i suoi cittadini, con interventi all’insegna dell’innovazione, in settori fondamentali come la mobilità o la gestione idrica. Si è puntato ad una democratizzazione della mobilità sostenibile con un’attenzione particolare ai trasporti pubblici e al preferire l’utilizzo della bicicletta, anziché dell’automobile.

Non a caso è la città più bike-friendly rispetto ad altre, da scoprire ‘pedalando’. Esplorare la città in bicicletta è, quindi, il modo più veloce e affascinante. Ci sono numerosi posti dove noleggiare o acquistare una bici oppure si può affittare un ‘risciò’ e farsi portare in giro. Ma, il capolavoro d’urbanistica – che testimonia la riconquista degli spazi della città- è il Circle Bridge – il ponte pedonale che congiunge le aree attorno al porto, aperto esclusivamente per uso pubblico. Copenhagen Circle bridgeProgettato dal danese-islandese Olafur Eliasson – ben noto per installazioni e opere di design e d’architettura anche a New York e Berlino- inaugurato nell’agosto 2015 e costituito da ben cinque piattaforme circolari di forme differenti ognuno con il suo ‘albero’- il ponte mette in mostra un design sopraffino: i suoi masts – che lo rendono simile ad un’imbarcazione vichinga- sono un chiaro riferimento al passato marinaro della città. Si, non si può dimenticare che Copenhagen rimane ad ogni modo una città d’acqua. Ci si può muovere quindi con l’harbour bus per Copenhagen sirenettaraggiungere Nyhavn, Christianshavn, il Teatro dell’ Opera e il molo di Langelinje, dove la Sirenetta aspetta per darti il benvenuto. Questa creatura marina infelice- secondo la leggenda- siede su questa roccia, perché sogna di poter camminare sulla terraferma e raggiungere così il suo amato, sacrificando così la sua vita nel mare. Rimane il simbolo romantico e mitico di una città che molte capitali europee dovrebbero prendere a modello.

www.visitdenmark.it

Maria Grazia Lucchese

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