Il piacere difficile

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Domani, 31 luglio, è la giornata mondiale dell’orgasmo – secondo un’idea che arriva dagli Usa – un obiettivo problematico per molte, moltissime donne. Sarà perchè il riconoscimento del piacere sessuale femminile è una conquista recente e i tabù fanno ancora parte della storia di molte donne? Certo è che l’educazione rigida, con i conseguenti sensi di colpa, e la paura di lasciarsi andare all’altro influiscono sull’erotismo e sull’orgasmo, come altri aspetti della risposta sessuale della donna risentono di molti fattori, tra i quali le aspettative personali su un traguardo obbligato da raggiungere ad ogni costo, compresa la fissazione sull’orgasmo multiplo o simultaneo al partner e la ricerca del punto ‘G’.

grafenberg Traguardo comunque importante: è vero che il piacere sessuale fa bene perché attiva la produzione di endorfine, migliorando l’umore ed equilibrando il sistema endocrino. Ma l’orgasmo, in definitiva, cos’è? Secondo Reich il rapporto sessuale riconosce una prima fase, che è sottoposta al controllo volontario dell’eccitazione, durante la quale i preludi erotici e la penetrazione consentono un graduale elevarsi dell’eccitazione, con una focalizzazione del piacere a livello genitale. La seconda fase è caratterizzata da contrazioni muscolari involontarie non più controllabili, sino all’acme orgasmico che coinvolge tutto il corpo. Inoltre la donna dovrebbe cercare di non colpevolizzarsi sempre: il mancato raggiungimento dell’orgasmo vaginale, con la penetrazione, può anche dipendere da un’inadeguatezza o incapacità del partner. Occorre, in ogni caso, chiedergli ciò che piace, dalle stimolazioni preliminari, alle carezze, al cambiare posizione e ritmi durante la penetrazione, ed è importante coltivare le proprie fantasie erotiche e, preferibilmente, condividerle.orgasmos-noeuldigital Ma è soprattutto fondamentale la tranquillità: adottare metodi contraccettivi validi e fare sesso in un ambiente sicuro, senza paure di essere interrotti o sorpresi da familiari o estranei, è la condizione primaria per eliminare l’ansia e abbandonarsi al piacere. L’origine dei problemi può anche essere di ordine psicologico: spesso un ricordo del passato, fortemente spiacevole, può disturbare l’atto sessuale e impedire il raggiungimento dell’orgasmo. Ricordiamo che l’eccitazione femminile è soprattutto mentale anche perchè la donna è meno influenzata dal testosterone rispetto all’uomo. Come ha ricordato Roberta Rossi dell’Istituto di Sessuologia Clinica – durante uno degli ultimi congressi FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica) – la più alta frequenza dell’orgasmo tra le donne è legata agli aspetti affettivi e relazionali. Ed è la penetrazione la pratica maggiormente connessa con l’orgasmo, preceduta soltanto dall’autostimolazione (il 91% delle donne, secondo un’indagine internazionale, dichiara di essersi masturbata). harry-ti-presento-sally

La mancanza di piacere, in alcuni casi, deriva invece da un vero e proprio ‘mal d’amore’, dalla sofferenza negli organi genitali femminili durante la penetrazione. Questo dolore può dipendere dalla mancanza di lubrificazione vaginale oppure dalla mancata espansione della vagina che, con l’eccitazione, si distende e si allunga. La sofferenza può avere origini organiche: occorre verificarle con visite e analisi cliniche opportune. E curarle. Le cause psichiche sono varie e possono provocare, non solo la mancanza di piacere, ma dolore o paura del dolore prima ancora che sia iniziato il rapporto stesso.997152

E il misterioso punto ‘G’? Prende il nome dal ginecologo tedesco Ernest Grafenberg che lo scopri nel 1950. Le donne non pienamente soddisfatte del loro orgasmo – clitorideo, vaginale o misto – oppure quelle che non hanno ancora trovato questa misteriosa zona erogena di cui spesso si parla, e vogliono cercarla, sappiano quanto segue: il punto ‘G’ non esiste in tutte le donne e, nel caso, dovrebbe essere situato nella parte anteriore della vagina, a 4-5 centimetri dalla vulva. Grande come una monetina, se stimolato produce piacere nella donna sino all’orgasmo, corredato da una sorta di eiaculazione femminile. Alcuni lo considerano un secondo clitoride, altri lo pensano incluso nelle ghiandole di Skene – che producono il muco che lubrifica il tratto uretrale – altri lo fanno coincidere con il muscolo dello sfintere urinario. Per altri ancora è costituito da un residuo embrionale della prostata che spiegherebbe il differente sviluppo in donne diverse, e perché altre non lo posseggano. In realtà, come scrive Natalie Anger in ‘Donna, una geografia intima’ (Tea Due), “non occorre prendersi il disturbo d’inventare nuovi siti erogeni quando l’infrastruttura già esistente funziona benissimo. Dopo tutto, le radici del clitoride affondano in profondità e molto probabilmente possono essere piacevolmente stimolate con i movimenti posteriori. Il punto ‘G’ potrebbe non essere altro che l’estremità posteriore del clitoride”. Comunque, “l’esistenza di questo misterioso punto è molto dibattuta” afferma Maria Cristina Florini, psicosessuologa a Modena. “In ogni caso, che sia grande come un bottoncino o che copra un’area più ampia, non fa differenza. Dal punto di vista psicosessuologico, il fatto che la donna sia attenta alla sua fisiologia è positivo. Come la scoperta che alcune posizioni assunte durante il rapporto sessuale possano essere più o meno favorevoli a stimolare la parte anteriore della vagina, sino a far raggiungere l’orgasmo”.depressione-calo-desiderio

Una delle cause del mancato raggiungimento dell’orgasmo alla penetrazione, soprattutto andando avanti con gli anni può essere la ‘secchezza’. ” Vulvare (dei genitali esterni) o vaginale. La prima ha due cause principali: l’invecchiamento dei genitali, per la riduzione degli ormoni estrogeni e testosterone, e l’uso di saponi aggressivi” spiega Alessandra Graziottin del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica Ospedale San Raffele Resnati di Milano. “La secchezza vaginale (dei genitali interni) ha, a sua volta, due cause principali. Quella biologica: il primo fattore di normale idratazione della vagina sono gli ormoni estrogeni che, tra l’altro, permettono di tradurre il desiderio in lubrificazione vaginale. Mentre, durante le amenorree, in puerperio e in menopausa, la donna può avvertire secchezza. Quella psicosessuale: la secchezza può essere causata da inadeguata eccitazione sessuale, per cause psichiche o relazionali (non sentirsi abbastanza desiderata e amata) e causare dolore durante la penetrazione (dispareunia)”.

 

3Se desiderate chiarimenti su problemi di natura sessuale (maschile o femminile) potete scrivere alla dottoressa Bettelli Lelio a: cbchiachia7@gmail.com 

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.

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