“Orlando” va a Bruxelles, nell’ultimo film di Daniele Vicari

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“Orlando” va a Bruxelles, nell’ultimo film di Daniele Vicari

Orlando, di Daniele Vicari, con Michele Placido e Angelica Kazankova, Italia-Belgio 2022 -nei cinema dal 1° dicembre

A Orlando dà vita Michele Placido nel nuovo film di Daniele Vicari, girato tra Bruxelles e l’Italia.

Accanto al protagonista si segnala la presenza eterea della dodicenne Lyse, interpretata da Angelica Kazankova, una ragazzina cresciuta in Belgio con il padre, il figlio del protagonista.

Orlando vive da solo in un paese di montagna della Sabina da cui non si è mai allontanato. Suo figlio invece se ne è andato per non tornare più.

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Un giorno Orlando riceve una telefonata dal Belgio che lo avverte che il figlio ha bisogno d’aiuto.

Da qui muove la situazione problematica del film, che si era aperto con una festa di matrimonio, allietata dalla fisarmonica di Orlando.

Poi lo vediamo nella sua campagna, tra gli animali e l’orto che cura con antica sapienza. Soltanto qui si trova a suo agio, perché non occorre parlare ma fare.

Il vecchio contadino ha tagliato i ponti col figlio, partito per farsi un futuro in Europa. Da anni i due non si sono più visti né hanno parlato.

Orlando è a disagio con le parole e fin dall’inizio, quando è ancora nella sua terra, lo vediamo chiuso e silenzioso.

Tuttavia parte per la lontana Bruxelles e, senza sapere una parola di francese e tanto meno di fiammingo, raggiunge la nipote Lyse, di cui non conosceva neppure l’esistenza, e se ne prende cura, a modo suo, dopo l’improvvisa morte del figlio.

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Orlando in terra straniera

Lo seguiamo nel suo viaggio in terra straniera e poi nell’incontro con Lyse sentendoci a volte quasi a disagio con lui e per lui: verrebbe voglia di scuoterlo, di spingerlo a chiedere, a esprimersi, si vorrebbe dargli una mano in questo viaggio indesiderato e pieno di incognite.

Nonostante tutto il vecchio contadino, fedele al suo nome, affronta l’avventura in un mondo sconosciuto: il passaggio di frontiera con una carta d’identità scaduta, la ricerca di un indirizzo scritto su un foglietto senza usare parole, il labirinto dei servizi sociali che si devono occupare del futuro di Lyse di cui Orlando potrebbe essere il tutore, gli intrallazzi per trovarsi un lavoro di fatica e avventizio.

Per Orlando è davvero un percorso difficile, ma l’impresa più ardua è comunicare con Lyse, dolce e determinata a portare avanti la sua vita lì dove è cresciuta, dove il padre sognava di aprire un ristorante italiano.

Orlando e Lyse incrociano le loro vite in una favola moderna.

Ciascuno di loro conosce solo il proprio mondo e deve capire come andare avanti, se partire o restare, se restare da solo o entrare in una relazione affettiva che chiede molto e può dare molto.

Così racconta il regista

Il regista Daniele Vicari, che è direttore artistico della scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté, osserva: «Siamo immersi in un mondo che cambia così velocemente che ci sfugge. A volte ci sfugge persino il senso stesso delle nostre esistenze. È così da sempre e oggi ancora di più. Per nostra fortuna ci sono persone che, restando fedeli a se stesse, ci fanno da bussola, ci aiutano a non perderci troppo. Orlando è dedicato a queste persone».

L’idea del film è nata da un incontro di qualche anno fa, in un paese del Salento, con un vecchio che aveva vissuto l’emigrazione e si rammaricava di non avere nipoti perché “i bambini lo aiutavano a sentirsi vivo”.

Questa relazione tra le età estreme è stata, secondo Vicari, cruciale anche nel periodo del confinamento imposto dalla pandemia: i bambini e gli anziani sono rimasti nella case più di tutti, subendo le conseguenze dell’isolamento, ma sono quelli che hanno dato un senso di continuità al nucleo degli affetti familiari e al senso di appartenenza a un terra e una storia, che va conosciuto e valorizzato.

Girato tra Bruxelles e l’Italia, il film segue con passo lento il procedere di Michele Placido nel ruolo di Orlando e il suo incontro con la giovane attrice Angelica Kazankova in quello della piccola Lyse.

Nel cast, tra gli altri, Fabrizio Rongione, Federico Pacifici, Mpunga Denis e Christelle Cornil.

Il film è una co-produzione Italia-Belgio Rosamont con Rai Cinema e Tarantula Belgique, prodotto da Marica Stocchi e Joseph Rouschop.

Scritto dallo stesso Daniele Vicari con Andrea Cedrola, ha la fotografia di Gherardo Gossi, la scenografia di Igor Gabriel e Beatrice Scarpato, i costumi di Francesca e Roberta Vecchi, il montaggio di Benni Atria, le musiche di Teho Teardo.

Orlando sarà presentato Fuori Concorso al Torino Film Festival e sarà poi in sala dal 1° dicembre distribuito da Europictures.

Elefteria Morosini