Il Santuario dei Cetacei

Il Santuario Internazionale dei Cetacei del Mar Ligure comprende una vasta area di circa 100.000 Km2, un triangolo ideale che si estende tra Tolone (Francia), Capo Falcone (Sardegna occidentale), Capo Ferro (Sardegna orientale) e Fosso Chiarone (Toscana). La particolare conformazione a canyons dei fondali e la loro profondità, 2500 metri e oltre, unita alla temperatura media non troppo alta dell’acqua, ne hanno fatto un habitat ideale per i cetacei. CapodoglioPhyseter macrocephalusIl Santuario racchiude l’area marina che gli studi scientifici dedicati ad esso, ha stabilito essere la più frequentata di tutto il Mediterraneo, da questi splendidi animali. Uscire in mare aperto, per me, ancora oggi equivale ad andare all’avventura. Mollare gli ormeggi e prendere il largo con la speranza di incontrare uno o più esemplari di questi giganti del mare, ne fa un’esperienza indimenticabile.

La barca si muove agile scivolando sulla superficie del mare appena mossa dalla brezza leggera; improvvisamente una massa poderosa emerge dal profondo e un soffio diagonale e laterale ci dice che siamo in compagnia di uno splendido esemplare di Capodoglio. Navighiamo vicini senza recargli disturbo. Fende l’acqua in una danza morbida, poi ad un tratto inarca la schiena nella sgroppata, solleva la coda fino a portarsi sulla verticale e si inabissa, con la grande pinna caudale che elegantemente sparisce tra la schiuma.Balenottera comune Balaenoptera physalus

Navighiamo già da qualche ora, e, a parte il piacere di un leggero e fresco venticello che attenua la calura estiva, e il sapore della salsedine sulla pelle, non abbiamo ancora incontrato nessun animale. Ad un tratto, ad una certa distanza da noi, la superficie del mare si apre ed un potente soffio verticale si alza dal pelo dell’acqua; è una balenottera comune. Un gigante capace di raggiungere una lunghezza di 24 metri e di pesare tra le 50 e le 80 tonnellate, che si muove nell’acqua senza alzare uno spruzzo, sembra quasi non spostarla neanche, l’acqua. Improvvisamente scompare, e ricompare poco distante da noi, regalandoci un altro soffio. Sul sensore della mia reflex resta impressa, e ben vicino, la sequenza in cui si aprono e si chiudono i due sfiatatoi nell’atto di emettere il soffio.

E’ davvero molto raro imbattersi nei Globicefali, meglio conosciuti con il nome di Balene Pilota; fantasmi neri che solcano il mare, ma oggi è un giorno fortunato e ci imbattiamo in un branco veramente numeroso. Per nulla diffidenti e anzi curiosi, si avvicinano alla nostra barca e la circondano. Qualcuno di loro si gira su un fianco mostrando la pancia bianca, e muovendo la pinna laterale sembra quasi volerci salutare. Individuo un gruppetto di quattro esemplari, maschio, femmina e due giovani: inquadro e scatto, ed è una gioia rivedere le immagini sul display LCD della reflex. Sembra una famigliola e mi piace pensare che se ne stiano andando a spasso nel loro mare. Liberi.GrampoGrampus griseus

Oggi il mare è di un blu accecante, e la sua superficie è mossa qua e là da piccole onde. All’improvviso alcune sagome chiare salgono rapidamente dal profondo emergendo allegramente tra le onde di poppa della nostra barca. Figure bianche tra il bianco della schiuma della scia del battello. Sono i Grampi. Nascono grigi per diventare bianchi in età adulta, con la pelle ricoperta di graffi e striature. Si muovono agili tra i flutti e poi via, un saluto veloce nella nostra direzione, e scompaiono tra il blu ancora più scuro degli abissi marini.

Se la navigazione si protrae senza troppi scossoni e il mare piatto vi induce ad un certo torpore e vorreste un diversivo per distrarvi un po’, sperate di incontrare davanti alla vostra prua un branco di Stenelle. Sono piccole, appena 2 metri di lunghezza, e snelle, non più di cento chili di peso, e sono velocissime. Giocano a fare surf con le onde di poppa della scia della barca. Saltano in verticale fuori dall’acqua per poi lasciarsi cadere giù in una esplosione di schizzi. Sfidano in velocità la barca, nuotando davanti alla prua. Sfrecciano sotto il pelo dell’acqua per poi scatenarsi fuori in una serie di salti acrobatici. Sono una delizia per gli occhi, sono la gioia di vivere allo stato puro.© Vittorio Puggioni-ZIF-1833 Zifio

Tanto sono dirompenti le Stenelle, tanto sono riservati gli Zifi, timidi bestioni che possono raggiungere anche i 7 metri di lunghezza e che nonostante la mole non sono facili da avvistare. Sarà per la pinna dorsale appena pronunciata, per il soffio poco visibile, per il loro incedere lento nell’acqua, ma da sempre ho la sensazione che questi placidi animali, cerchino di non recare disturbo all’ambiente che li circonda. Ovviamente è solo una mia opinione, umanizzando un comportamento che risponde solo al loro istinto naturale. Ma è questo che mi viene in mente ogni volta che ho la fortuna di avvistarne uno in mare aperto, mentre lentamente nuota verso di me. www.turismoinliguria.it 

vittorio puggioni

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