Chios e la Masticha. Un vero superfood da una splendida isola greca

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Chios e la Masticha. Un vero superfood da una splendida isola greca

Chios e la Masticha. Si tratta di un vero superfood, riconosciuto dall’Unesco come ‘Patrimonio Culturale Immateriale

Chios e la Masticha. Destinazione da non perdere. In una delle più belle isole della Grecia si ricava dalla resina del lentisco un prodotto dalla storia affascinante e dalle straordinarie proprietà.

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La storia delle resine d’albero usate come medicinali risale alla Bibbia e al balsamo di Galaad, un ungento miracoloso ricavato dalla resina di un albero che cresceva solo sulla riva del Giordano.

Ma è in Grecia che questa tradizione resiste anche oggi e dal 2014 è stata riconosciuta dall’Unesco come ‘Patrimonio Culturale Immateriale’. Si tratta della produzione della Masticha (o Mastiha), nell’unico punto del Mediterraneo dove si coltiva il lentisco della varieta Pistacia lentiscus Chia: l’isola di Chios.

Si trova nell’Egeo orientale, a poca distanza dalla costa turca ed è una delle ultime isole greche dove il turismo non ha ancora travolto le millenarie attività locali.

Greca dal 1912, l’isola è stata contesa nei millenni da persiani, romani, bizantini, veneziani, genovesi ed ottomani per la sua strategica posizione di avamposto ma anche per le miracolose gocce di resina dell’albero del lentisco che solo qui, a causa del clima, racchiude straordinarie proprietà.

Un vero superfood, che fa bene allo stomaco, ai denti e alla pelle. Ha poteri antiossidanti ed è usata per dare sapori a liquori, dolci e piatti tipici.

Chios e la Masticha. Un museo multimediale

A Chios, che la leggenda vuole patria di Omero, e dove è nato il celebre compositore Mikis Theodorakis, ogni anno si producono ancora circa 50 tonnellate all’anno di masticha.

Una produzione che avviene nel sud dell’isola, in 24 villaggi (detti ‘Mastichochoria‘, ovvero villaggi della masticha) e che passa rigorosamente attraverso l’Associazione dei produttori (Emx) fondata nel 1939 che la vende e la pubblicizza.

Per scoprire questa storia davvero straordinaria occorre visitare il Museo della Masticha, progettato dallo studio greco Kizis e aperto nel 2016. La struttura, modernissima, sorge su un’altura che domina una valle punteggiata dai lentischi (“skynos”, in greco).

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L’intento del museo, con una mostra permanente nata dai risultati del programma interdisciplinare di ricerca sulla mastica avviato dalla Fondazione Culturale del Gruppo Banca del Pireo, è quello di promuovere la storia della coltivazione e della trasformazione del lentisco, fornendo ai visitatori tutti gli strumenti necessari.

L’esposizione è organizzata con pannelli, schermi, reperti di antiche tecniche tradizionali di raccolta e coltivazione, esempi di prodotti e video installazioni.

Il visitatore ha così l’opportunità di toccare e annusare la masticha, ma anche di conoscere l’architettura, la storia e l’organizzazione sociale dei suoi villaggi.

Un’altra sezione della mostra presenta la storia dell’Associazione dei produttori di masticha di Chios, i suoi usi e le esportazioni in tutto il mondo.

L’ultima sezione della mostra è all’esterno, dove tutti possono camminare su un percorso attrezzato.

Chios e la Masticha: di villaggio in villaggio

Sono 24 i villaggi della cosiddetta ‘Mastichochoria’, luoghi di una bellezza unica, mantenuti e protetti nel tempo, che invitano a scoprire i loro segreti e ad ammirare la loro architettura speciale, derivata da insediamenti fortificati medievali.

Tutti villaggi della masticha hanno un fascino particolare, ma il più grande e bello da vedere è Pyrghì, caratterizzato dalle case decorate con geometrie bianche e nere (dette “xystà”).

Risale probabilmente all’XI secolo, e già tre secoli dopo il viaggiatore Christophorus Buondelmonti lo descriveva sulla sua mappa come fortezza. Ha due porte: la porta superiore e quella inferiore. Il “villaggio dipinto”, come molti lo chiamano per gli elaborati motivi decorativi sulle facciate delle case, è il più grande villaggio medievale di Chios.

Ciò che colpisce subito il visitatore sono le case con i ‘graffi’, un tipo di decorazione della facciata con forme geometriche in bianco e nero.

La tecnica si basa sulla sabbia nera del rivestimento, che dopo essere stata accuratamente sbiancata, viene raschiata seguendo schemi particolari dai temi neri su fondo bianco. Una tecnica di decorazione rimasta viva fino ai giorni nostri.

Chios e la Masticha: una lavorazione antica

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Ma come nasce questo prodotto, tra l’altro riconosciuto e registrato come DOP dall’Unione Europea fin dal 1997 con il nome di Masticha Chiou?

Il lentisco viene inciso in specifici punti della corteccia per ottenere la rara e preziosa lacrimazione resinosa. Infatti queste perle giallo-biancastre opache vengono anche chiamate ‘lacrime di Chios‘ dal modo in cui trasudano dall’albero e vengono commercializzate nei più differenti modi: come chewing-gum ecologico, come liquore, addensante.

Hanno un sapore amarognolo,

che poi pian piano si addolcisce

con sentori di cedro, ginseng, e pino.

La lavorazione comincia a giugno, con la preparazione del suolo ai piedi dell’arbusto, che viene cosparso di polvere di calcare, per garantire che le gocce di resina cadano su una base pulita e che ne assicuri la corretta essiccazione.

Poi si incide la corteccia e il raccolto arriva nel mese di settembre, quando le perle vengono passate al setaccio per essere grossolanamente separate dalle foglie e portate a casa.

A questo punto la lavorazione passa nelle mani delle donne che con pazienza pizzicano ogni goccia per ripulirla dalle foglie residue e infine la sciacquano scrollando i setacci in acqua di mare.

Le perle più grandi e morbide vengono masticate dai locali proprio come un chewing-gum, per rinforzare, disinfettare e sbiancare i denti, oltre che per rinforzare le gengive.

Quelle più solidificate e trasparenti vengono pestate a mortaio per ricavarne una polvere che può essere assunta come medicinale per curare lo stomaco.

Diventa anche ingrediente per aromatizzare per torte, caramelle, liquori, dolci e piatti salati di ogni genere, oltre che per preparare rimedi per la pelle come creme e spray, ma anche dentifrici, shampoo e balsami.

In cucina è utilizzato anche l’olio di masticha: poche gocce sono sufficienti per dare un profumo e un sapore straordinari. Da assaggiare l’acquavite alla masticha, delizioso digestivo o un dolce tipico al cucchiaio: ‘sottomarino’, che viene servito su un cucchiaino all’interno di un bicchiere d’acqua.

Per acquisti online

In attesa di poter tornare in Grecia, dove è facile trovare prodotti a base di Masticha anche nei supermercati, si possono fare visite virtuali al Museo o acquistare i prodotti direttamente dalla cooperativa dei produttori di Chio, attraverso il sito www.mastihashop.com.

Informazioni:
www.visitgreece.gr
www.chios.gr
www.instagram.com/chiostravelguide
www.piop.gr/el/diktuo-mouseiwn/Mouseio-Mastixas/to-mouseio.aspx

marina moioli

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