Eduard Manet e la Parigi moderna

Manet

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Manet e la Parigi moderna è una mostra-viaggio. Infatti i quadri del grande pittore pre-impressionista arrivano tutti dal museo d’Orsay: chi li ha ammirati nella capitale francese e vuole rivederli oppure chi non li ha visti nel bellissimo palazzo espositivo lungo la Senna, può goderseli a Milano, a Palazzo Reale.

La mostra Manet e la Parigi Moderna (8 marzo-2 luglio al Palazzo Reale di Milano) – promossa e prodotta da Comune di Milano, Palazzo Reale e Mondo Mostre Skira – è una splendida occasione per godersi la pittura di un’intera epoca. Oltre ai famosi ritratti e dipinti di Eduard Manet, infatti, possiamo ammirare i quadri che incorniciano la Parigi di fine ‘800, in piena trasformazione, dipinta dai contemporanei: Cézanne, Degas, Renoir, Monet e Gauguin, che dicevano di lui: “Manet è importante per noi quanto Cimabue e Giotto per gli italiani del Rinascimento” (Pierre-Auguste Renoir).“Traeva elementi da tutti, ma che meraviglia la maestria pittorica con la quale riusciva a fare qualcosa di nuovo! ” (Edgar Degas). E Camille Pissarro: “È molto più abile di tutti noi, ha trasformato il nero in luce”.

ManetEdouard Manet aveva dunque un ruolo importante nella storia dell’arte europea. L’intento di quest’uomo sfrontato e coraggioso, dotato di carisma particolare e di un immenso talento artistico, è stato quello di congiungere alla grandezza della pittura classica, la libertà dell’arte moderna. Il suo prestigio, le sue idee e pratiche innovative nel campo pittorico, lo fanno diventare in breve leader e protagonista del movimento impressionista di cui in realtà non ha mai voluto fare totalmente parte. In poco più di due decenni di intensa attività, ha prodotto 430 dipinti, due terzi dei quali copie, schizzi, opere minori o incompiute, in grado di rivoluzionare il concetto di arte moderna. Una vicenda la sua, che si intreccia a quella di altri celebri artisti, molti tra loro compagni di vita e di lavoro di Manet, frequentatori assieme a lui, di caffè, studi, residenze estive, teatri.

Le opere presenti in mostra arrivano dalla prestigiosa collezione del Musée d’Orsay di Parigi: un centinaio di opere, tra cui 55 dipinti– di cui 17 capolavori di Manet e 40 altre splendide opere di grandi maestri contemporanei, tra cui Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot. Alle opere su tela si aggiungono 10 tra disegni e acquarelli di Manet, una ventina di disegni degli altri artisti e sette tra maquettes e sculture.

ManetCurata da Guy Cogeval, storico presidente del Musée d’Orsay e dell’Orangerie di Parigi con le due conservatrici del Museo Caroline Mathieu, conservatore generale onorario e Isolde Pludermacher, conservatore del dipartimento di pittura, l’esposizione intende celebrare il ruolo centrale di Manet nella pittura moderna, attraverso i vari generi cui l’artista si dedicò: il ritratto, la natura morta, il paesaggio, le donne, Parigi, sua città amatissima, rivoluzionata a metà ‘800 dal nuovo assetto urbanistico attuato dal barone Haussmann e caratterizzata da un nuovo modo di vivere nelle strade, nelle stazioni, nelle Esposizioni universali, nella miriadi di nuovi edifici che ne cambiano il volto e l’anima.

La mostra prevede due macro sezioni: Manet e la nuova pittura e Manet e la Parigi moderna, a loro volta divise in dieci sottosezioni tematiche: Manet e la sua cerchia, Ispanismo, Nature morte, Sulle rive, Parigi la città moderna, Il lato nascosto di Parigi, L’Opéra – Dipinti, disegni, sculture, maquettes, Parigi in festa, In bianco: l’universo femminile e gli spazi intimi, In nero: le passanti e i loro misteri. Tra le opere riconosciamo i capolavori che fanno parte del nostro immaginario, soprattutto i meravigliosi ritratti come: Lola de Valence (1862), Ramo di peonie bianche e cesoie (1864), La lettura (1848-1883), Il pifferaio (1866), Ritratto di Emile Zola (1868) Il balcone (1868-1869), Berthe Morisot con un mazzo di violette (1872), Ritratto di Berthe Morisot con il ventaglio (1874), Stéphane Mallarmé (1876), La cameriera della birreria (1878-1879). 

Tra le opere più importanti degli artisti coevi: Ritratto di Henri Rochefort (1882 circa) e Scena di festa (1889 circa) di Giovanni Boldini, Pastorale (1870) di Paul Cézanne, Argenteuil (1872) e Le Tuileries (1875) di Claude Monet, Il Ballo (1878) e Le due sorelle (1863) di James Tissot, Il foyer della danza al teatro dell’Opéra in rue Le Peletier (1872) di Edgar Degas, Vaso di fiori (1873) e Garofani (1877) di Henri Fantin-Latour, Il ballo dell’Opéra (1886) di Henry Gervex, Giovane donna in tenuta da ballo (1879) di Berthe Morisot, Il bagno (1873-74) di Alfred Stevens, La Senna al ponte Iéna. Tempo nevoso (1875) di Paul Gauguin, Strada di Gennevilliers (1883) di Paul Signac, Madame Darras (1868 circa) e Giovane donna con veletta (1875 circa) di Auguste Renoirwww.palazzorealemilano.it – www.france.fr

Una mostra-viaggio: nella Parigi del Museo d’Orsay, nella splendida Parigi di fine ‘800, in un’epoca dove la Francia aveva dato al mondo artisti eccezionali.


 

 

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.

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