I “gioielli” di Gianfranco Ferré a Torino

Gianfranco Ferré

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“Credo che il gioiello sia l’elemento più immediato per esprimere un desiderio di bellezza innato, senza tempo, antico quanto la storia dell’umanità, radicato nella nostra sensibilità perché capace di tradurre in realtà emozioni e sensazioni. Il gioiello ha avuto in passato straordinarie valenze rappresentative, come simbolo di ricchezza, potere, prestigio, autorità. Ora è soprattutto manifestazione di personalità. E’ un mezzo per la rappresentazione di sé. Come l’abito e forse più dell’abito”.  Gianfranco Ferré

Gianfranco Ferré, architetto e grande sperimentatore, prima di diventare il famoso stilista che tutti conoscono, si era dedicato a studiare e reinventare i materiali. Soprattutto quelli considerati poveri, come paglia, rafia, legno, cuoio, rete da fonderia, rame, bronzo, resina, plexiglas e pasta di vetro, con cui creava gioielli. In questo modo, spiegava, dava al lusso un aspetto più stimolante e ricco di significati. Significati che assorbiva dal mondo intorno, dai viaggi. Che il suo sguardo acuto e attento catturava, elaborava e restituiva alla sua immensa creatività.

La mostra,  dal titolo: Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti,  organizzata dalla Fondazione Gianfranco Ferré e Fondazione Torino Musei, esprime bene , con l’incanto dei gioielli esposti, questi concetti.

Anche perché l’ideatore del progetto espositivo, l’architetto Franco Raggi, conosceva da sempre Ferré, le sue passioni, i suoi eccessi, il suo amore per determinati materiali . E ne ha tenuto conto in modo puntuale. Per esempio , le catene che legano le gabbie contenitrici sono state arrugginite, perché a Ferré la ruggine piaceva. I gioielli, o meglio gli ornamenti, sono nella Sala del Senato di Palazzo Madama e dall’alto le sculture bianche nascondono i ricordi delle prime storiche sedute dopo l’unità d’Italia.

“ C’è qualcosa di inesprimibile e di irriducibile nella passione di tutte le culture del mondo per le pietre luminose e per il brillio delle sfaccettature, una congiunzione tra finito ed infinito, in un dialogo tra materie che raccolgono ed emettono luce e vibrazioni, contenitori di leggende, di incontri sentimentali e di racconti” ha scritto il curatore Francesca Alfano Miglietti nell’interessante commento per spiegare una così complessa e straordinaria creatività.

E ha aggiunto: “Entrando in questa Sala era come se Gianfranco Ferré fosse lì tra noi e questo chi lo ha conosciuto l’ha sentito sicuramente “

Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti – Aulica Sala del Senato di Palazzo Madama di Torino , fino al 19 febbraio 2018 – www.palazzomadamatorino.it  www.fondazionegianfrancoferre.com

Testo e foto di Giovanna Dal Magro 

Giovanna Dal Magro

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