Spettacoli

Il Ragazzo e la Tigre: un’avventura tra le vette dell’Himalaya

Il Ragazzo e la Tigre : un viaggio spettacolare tra le vette dell’Himalaya

Il Ragazzo e la Tigre, per la regia di Brando Quilici, nei cinema il 14 ottobre, fa riflettere soprattutto sulla conservazione della fauna selvatica e la scomparsa delle specie, attraverso una trama ispirata da una leggenda popolare, portando gli spettatori in luoghi inaccessibili e incontaminati.

Il Ragazzo e la Tigre : la storia

Rimasto solo al mondo dopo il terremoto che ha devastato il Nepal, il piccolo Balmani scappa dall’orfanotrofio e si inoltra nella fitta foresta, cercando di ritrovare la strada per Kathmandu. Il suo destino si incrocia con quello di un cucciolo di tigre del Bengala, catturato da una banda di bracconieri.

Il ragazzino riesce a liberare il tigrotto dalla gabbia in cui lo hanno rinchiuso e lo porta con sé, convinto che, se riusciranno a raggiungere Taktsang – antico monastero in cima alle montagne conosciuto come “La tana della Tigre” (secondo la leggenda il guru Rimpoche, volato dal Tibet a dorso di una tigre, atterrò in una caverna sotto il monastero) – saranno salvi entrambi.

E qui inizia la favola di fratellanza e di amicizia tra il cucciolo di uomo, Balmani, e quello di tigre, Mukti, che li porterà alla scoperta della vita, in un avventuroso viaggio tra pericoli e strani incontri con nomadi, cacciatori di miele e conducenti di yak, all’ombra silente dell’Annapurna, nello scenario spettacolare ma impervio dell’Alto Himalaya, inseguiti dai bracconieri determinati a riprendersi il prezioso cucciolo.

E per fortuna anche da Hannah, la direttrice dell’orfanotrofio, che parte alla ricerca del bambino sparito. E sarà proprio lei a trovare i due piccoli fuggiaschi, spaventati ed esausti, e ad accompagnarli al monastero, seguendo il canto melodioso dei monaci.

E qui finalmente sia il tigrotto Mukti che il piccolo Balmani troveranno una nuova mamma, perché a volte, se ci credi con tutto te stesso, i sogni si avverano.

E le tigri sì, volano.

il-ragazzo-e-la-tigre-unavventura-tra-le-vette-dellhimalaya

il-ragazzo-e-la-tigre-unavventura-tra-le-vette-dellhimalaya

Il racconto di Brando Quilici 

Brando Quilici, figlio dell’indimenticato documentarista Folco, mette a frutto la sua lunga esperienza come regista di speciali del National Geographic e del Discovery Channel per narrare attraverso immagini sontuose l’avventura di Il ragazzo e la tigre.

Conoscevo la leggenda nota in tutta l’Asia che narrava del Guru Rimpoche, l’uomo santo per i Buddisti, che volò nel IX secolo a cavallo di una tigre dal Tibet al Bhutan per fondare il monastero del Tiger’s Nest.

E così, quando nel 2015 lessi del programma del WWF “Save the tigers now”, pensai che bisognava realizzare un film rivolto ai giovani, per far sapere loro che esiste un mondo in pericolo.

Di questi straordinari felini ne restano soltanto 3900 esemplari in libertà e in Nepal, uno degli habitat naturali della magnifica tigre del Bengala, il numero è inferiore a 300.

Le riprese sono state molto impegnative, ma ho avuto la fortuna di collaborare con alcuni dei migliori professionisti. La troupe cinematografica è stata in grado di muoversi velocemente per catturare la naturalezza delle scene. La cinepresa è stata montata spesso bassa per filmare l’espressione del cucciolo da vicino.

Un altro elemento essenziale del nostro lavoro è stato quello di catturare le condizioni estreme della regione Himalayana. In Nepal, nell’arco di 50 km, il paesaggio cambia dalle pianure Sub-tropicali del Chitwan alla vetta dell’Annapurna a 8100m. Tutto è su larga scala: la catena Himalayana si sviluppa per una lunghezza che potrebbe coprire metà dell’Europa, con le valli più profonde, le montagne più alte ed il terreno più accidentato del pianeta.

La prima parte del film si svolge nella giungla del Chitwan. Qui abbiamo voluto evidenziare la luce, il canto degli uccelli e le grida degli animali selvatici per rappresentare la natura incontaminata.

La seconda parte del viaggio si sviluppa a Kathmandu, in considerevole contrasto. I protagonisti si muovono in un contesto urbano inquinato, con strade affollate, caos, rumore, sguardi indifferenti e pericoli di ogni genere.

Nella terza parte del viaggio lasciamo il panorama soffocante della città ed entriamo nel mondo dell’Aria Sottile oltre i 4000 metri, dove il tempo si muove lentamente e lo spazio ha una dimensione diversa. Per la gente del posto, si viaggia per lo più a piedi e i viaggi richiedono giorni, a volte anche settimane.

Nella giungla subtropicale del Nepal, le riprese sono state possibili solo dall’alto degli elefanti, per non disturbare le tigri. Questo ci ha permesso di avvicinarci senza disturbare il loro equilibrio.

Per catturare il potere silenzioso dell’Himalaya, nell’antico regno del Mustang, abbiamo lavorato anche utilizzando i droni ed una troupe ridotta in modo da poter filmare luoghi altrimenti inaccessibili e lontani dai moderni comfort.

Abbiamo usato elicotteri per portare il protagonista sugli alti passi montuosi dove avrebbe camminato con la piccola tigre. Le vette più alte dell’Himalaya fanno da sfondo a quest’ultima parte del viaggio, come la montagna Ama Dablam, considerata dalla gente del posto la dimora degli dèi.

Abbiamo stabilito la nostra base nel piccolo aeroporto di Syangboche a 3750 m. La sua piccola pista di atterraggio sembra sospesa in aria, piuttosto che radicata a terra.

Negli ultimi tempi sono state avvistate tigri fino ad oltre 4000 metri di altezza. Una speranza che il loro habitat, invaso a valle dall’uomo, si possa allargare agli spazi infiniti delle colline himalayane“.

Il Ragazzo e la Tigre: gli interpreti

Tuti gli interpreti sono efficaci e credibili, compresa Claudia Gerini nel ruolo di Hanna, struccata e del tutto priva di vanità da star, completamente a disposizione di un ruolo che ha richiesto impegno fisico ed emotivo.

Ma le vere star sono il giovanissimo attore indiano Sunny Pawar, già apprezzato in Lion – la strada verso casa, che mostra una notevole maturità attoriale e una capacità di interagire senza paura e con affetto con un animale in carne, ossa e… zanne; e lo stesso cucciolo di tigre, davvero espressivo e commovente.

Titolo originale: Ta’igara: An Adventure in the Himalayas
Regia: Brando Quilici
Interpreti: Sunny Pawar, Claudia Gerini, Yoon C. Joyce, Amandeep Singh, Shi Yang Shi
Distribuzione: Medusa
Durata: 94′
Origine: Italia 2022