Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone

Jean Auguste Dominique Ingres -Napoleone-Palazzo_Reale_Milano

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A Palazzo Reale è in corso la mostra Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone, che propone oltre 150 opere, di cui più di 60 dipinti e disegni del grande maestro francese, la cui opera è ricca di sorprese e contraddizioni.

La  vita e l’opera di Jean Auguste Dominique Ingres si collocano tra Italia e Francia, nel periodo napoleonico, che ha dato impulso a una politica attenta nei confronti dell’arte e del suo rapporto con il potere.

L’opera emblematica di questa relazione proficua e conflittuale è proprio il Ritratto di Napoelone realizzato da Ingres nel 1806, una vera apoetosi dell’autorità imperiale, cuore della mostra e straordinario capolavoro, dove Napoleone è ritratto ieraticamente sul trono, attorniato da tutti i simboli del potere: manto d’ermellino, scettri e insegne imperiali, l’aquila che decora il tappeto ai suoi piedi.

Vi si arriva dopo un percorso che, attraverso opere di artisti francesi e italiani del tempo, ci introduce all’epoca delle imprese napoleoniche che hanno portato alla conquista dell’Italia, tra speranze rivoluzionarie, sogni di unità e indipendenza, precoci delusioni, trasformazioni della vita pubblica e culturale, in cui Milano è protagonista e centro di grande rilievo economico e culturale.

Jean Auguste Dominique Ingres -Napoleone-Palazzo_Reale_Milano

La mostra si apre con un nudo di J. L. David (Patroclo, 1780), tra i maestri di Ingres, e prosegue con opere di Gros, Girodet, Greuze, Appiani, di cui è proposta la serie completa di 35 incisioni dei Fasti di Napoleone, prestati dai Musei Civici di Brescia e un ritratto del Generale Napoleone Bonaparte (1796-98), che vediamo invece in veste di Primo console dipinto da Greuze del 1803.

Il percorso dell’esposizione ci conduce dunque a conoscere la multiforme produzione di Ingres, collocandola nella vita artistica del periodo, riservando una particolare attenzione anche alle presenza di donne pittrici, spesso tarscurate, tra cui Adèle Chavassieu D’Haudebert, autrice di una serie di miniature della collezione di G.B. Sommariva, “protettore illuminato di tutte le arti”, come lo ha definisto Stendhal, e protagonista della cultura milanese, uomo fattosi da sé (era un barbiere), patrono di Canova, di cui possedeva la Maddalena penitente, opera di cui si presenta una copia in gesso.

Sono molte dunque le figure con cui si entra in contatto in questa mostra che ha al centro l’opera di Jean Dominique Ingres, parte integrante di queste storie incrociate, senza le quali l’Europa di oggi sarebbe incomprensibile. Diversi sono filoni cui si dedica l’artista, tra ispirazione classica e anticipazioni dell’arte contemporanea.

Jean Auguste Dominique Ingres

Nato nel 1780 nel sud-ovest della Francia, a Montauban, Ingres dimostra presto un talento straordinario per il disegno. Dal 1797 è a Parigi nella cerchia di David. Nel 1800 concorre per il prix de Rome e nel 1806, dopo aver completato il grande Napoleone 1.o sul trono, è finalmente a Roma, dove può approfondire gli studi e la passione per Raffaello e dove tornerà per dirigere l’Accademia di Francia a Villa Medici, dopo il tardivo riconoscimneto del suo valore nel Salon del 1824.Jean Auguste Dominique Ingres -Napoleone-Palazzo_Reale_Milano

Tra ispirazione ai classici (Raffaello in particolare, di cui copia l’autoritratto) e immersione nella vita del suo tempo vissuta a cavallo tra Italia e Francia, di Ingres possiamo ammirare in mostra i ritratti (con cui si è mantenuto nei periodi di difficoltà economiche), i soggetti erotici (Jupiter e Antiope, Dormeuse, La femme au trois bras) i fondamentali disegni provenienti dal museo di Montauban, che ne conserva oltre 4.500, attualmente in restauro, la Morte di Leonardo da Vinci.

Artisti come Jacques Louis David (1748-1825), Antonio Canova (1757-1822) e Jean Auguste Dominique Ingres (1780-1867) sono stati i punti di riferimento e i maestri i del “neoclassicismo”, etichetta introdotta in epoca romantica in senso peggiorativo, ma semplificatoria e che non rende giustizia a quella che è stata una profonda rivoluzione del gusto, oggetto di una rivalutazione che continua ancora oggi.

Le opere sono state riunite a palazzo Reale grazie a prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni di tutto il mondo come il The Metropolitan Museum of Art di New York, il Columbus Museum of Art dell’Ohio, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée du Louvre, il Musée d’Orsay, il Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris oltre al citato museo di Montaubaun, da grandi musei italiani come la Pinacoteca di Brera, la Galleria d’Arte Moderna di Milano, i Musei Civici di Brescia e ancora da collezioni private.

La mostra, curata da Florence Viguier-Dutheil, Conservatore Capo del Patrimonio e Direttrice del Musée Ingres di Montauban, è promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Civita Mostre e Musei, in collaborazione con StArt e il Museo Ingres di Montauban. ATM è lo sponsor tecnico. Il catalogo è curato da Marsilio.

 Jean Auguste Dominique Ingres -Napoleone-Palazzo_Reale_Milano

Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone – Milano, Palazzo Reale – 12 marzo – 23 giugno 2019

 

Elefteria Morosini

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