La lavanda del Monferrato, un effluvio di profumi e colori

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La lavanda del Monferrato, un effluvio di profumi e colori

Visitando cooperative e cascine, tra le coltivazioni

biologiche e biodinamiche del Piemonte,

e poi dormendo negli agriturismi, immersi nelle erbe aromatiche

Per coloro che da qualche anno vedono i propri capelli tingersi d’argento è difficile dimenticare quel profumo di lavanda che si diffondeva nell’aria all’apertura dei cassetti della biancheria della nonna, un profumo delicato ma persistente che invadeva la stanza, che avvolgeva le candide lenzuola e le federe ricamate, sempre scrupolosamente ben piegate e riposte con ordine.

Una fragranza naturale e piacevole che di solito scaturiva da un sacchettino

di organza nel quale erano stati racchiusi

i fiori di lavanda dai loro colori blu-violetto

Quei fiori che, visti tutti insieme ondeggiare al vento nei campi di lavanda del Monferrato, infondono una sensazione di libertà e freschezza tale da appagare lo spirito.

La produzione di lavanda non è più solo appannaggio dei paesi d’oltralpe, anzi è bene sapere che dal Piemonte, con le sue coltivazioni biologiche e biodinamiche e con la trasformazione in olii essenziali, questi prodotti vengono esportati proprio in Francia.

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Alto Monferrato tra lavanda, torri e formaggette

E’ proprio qui al confine tra Piemonte e Liguria sulla dorsale che divide la Val Bormida dalla Valle dell’Erro, a Castelletto d’Erro, che si trovano i sette ettari di terra coltivata a lavanda dell’azienda di Anna Calviello che offrono un colpo d’occhio da lasciare incantati.

E’ dalla chiesetta di Sant’Anna o dalla Torre Quadrata del XIII secolo che si può godere dello spettacolo di questi campi colorati e dove l’occhio può spaziare dall’Appennino ligure fino alle Langhe dell’astigiano, là dove, nel comune di Roccaverano, è possibile assaporare il gusto della famosa formaggetta di capra (robiola di Roccaverano ).

La lavanda e le sue declinazioni

Per conoscere meglio la sua trasformazione e le sue molteplici declinazioni, occorre fare un salto a Spigno, alla cooperativa Agronatura.

Nasce nel 1986 con lo scopo di coordinare la produzione di lavanda ed erbe officinali coltivate in loco con metodi biologici e biodinamici occupandosi, oltre che della raccolta, anche della distillazione e della produzione di olii essenziali. Agronatura è aperta anche a visite e acquisti su prenotazione.

Alessandria, tra lavanda, ponte Meier e cittadella

A poca distanza dalla città si trova l’Azienda agricola Cascina Ospedale, tra spettacolari campi coltivati a lavanda officinale e ibrida, naturalmente biologica.

La visita a questa azienda offre diverse esperienze interessanti quali ad esempio i laboratori per fattoria didattica: un piccolo mulino per la produzione di farina e semi da piantare (e da portarsi a casa), oltre ad una passeggiata fra la lavanda, che la proprietaria, signora Franca, afferma essere un toccasana per il mal di testa.

Già che ci siete è il momento di godere delle bellezze di Alessandria. Si può partire dal Museo della bicicletta a Palazzo Monferrato per passare al ciclo di affreschi delle Stanze di Artù e alle Sale d’Arte del Museo civico. Imperdibile una passeggiata al tramonto sul nuovo ponte Meier che scavalca il fiume Tanaro per arrivare poi alla Cittadella, uno dei più grandiosi monumenti europei nell’ambito delle fortificazioni del XIII secolo, sede anche del museo delle divise militari (per informazioni: www.alexala.it)

Monferrato Casalese tra lavanda, castelli e big bench

Poco più a Nord di Alessandria si trovano le colline del Monferrato, patrimonio Unesco, con al centro Casale Monferrato, perla di romanico e barocco.

Tra Lu e Cuccaro, c’è una strada panoramica chiusa al traffico tra campi di lavanda, così suggestiva che lungo il percorso sono state poste delle “big bench“, panchine iper-dimensionate che affacciano sul paesaggio.la-lavanda-del-monferrato-un-effluvio-di-profumi-e-colori

Tra Valenza e Casale Monferrato, a metà strada si trova Giarole, con il suo bel castello abitato dai conti Sannazzaro Natta, i quali hanno trasformato la loro dimora storica in un bed and breakfast 

A poche centinaia di metri si estendono le coltivazioni di lavanda che invitano ad una piacevolissima passeggiata tra il profumatissimo e intenso blu dei suoi fiori, che vi porterà alla deliziosa Pieve di San Pietro.

Tra lavanda e pievi nei colli tortonesi

Un po’ più a oriente della provincia di Alessandria, incontriamo i colli tortonesi, già famosi per il vino Timorasso e per la coltivazione della frutta. Qui si trovano borghi famosi come Pontecurone o Volpedo (noto per il pittore Pelizza autore del “Quarto Stato”) e come Garbagna, uno dei borghi più belli d’Italia.

A Viguzzolo, seguendo il profumo che aleggia nell’aria, si incontrano i campi di lavanda di Giancarlo Nossa, che da appassionato giardiniere, nel 2007 ha pensato bene di mettersi a coltivare fragole e…lavanda. Lavanda che una volta raccolta viene conferita alla cooperativa Agronatura di Spigno per il processo di trasformazione. Viguzzolo merita una visita anche alla sua Pieve, una perla romanica dell’undicesimo secolo.

Dove dormire tra la lavanda?

A Verdita, nell’alto Monferrato acquese, un agriturismo fra i campi di lavanda che offre una chicca imperdibile: una “starsbox“, romantica capanna di legno immersa nella lavanda che vi permetterà di addormentarvi e svegliarvi nel profumo più intenso della natura.

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A Villa Chieti, agriturismo fra erbe aromatiche, frutti, lavanda e zafferano. La struttura offre un suo punto vendita dei prodotti officinali, oltre a magnifiche passeggiate fra la lavanda e nel giardino di 20.000mq con piscina.

Vittorio Lissari

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