L’Olio Evo che cura la violenza: il Molise a favore delle donne

Di / 30 Luglio 2020 Gusto, Home Nessun commento
L’Olio Evo che cura la violenza

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L’Olio Evo che cura la violenza: il Molise a favore delle donne

Le Città dell’Olio e A.S.P.Em: il recupero della dignità femminile

con il lavoro negli uliveti.

Grazie alle Cooperative Sociali Kairos di Termoli e Be Free di Roma l’obiettivo è far ripartire la produzione dell’olio

L’Olio Evo che cura la violenza

L’Olio d’Oliva è da millenni un prodotto ‘miracoloso’, utilizzato dalle donne – dall’Asia Minore e dalla Siria fino a tutta l’area del Mediterraneo – per la salute e la cura del corpo.

Le donne hanno utilizzato questo prodotto per l’alimentazione, per l’igiene, per la cosmesi, per ravvivare e curare i capelli, per i massaggi muscolari e articolari, per ripulire e favorire la guarigione delle ferite, per la cura delle ustioni e dei sofferenti di stomaco, di fegato, di intestino.

Nel passato è stato un medicamento riferito a infezioni ginecologiche, scottature, come ipotensivo, emolliente e diuretico. Perché l’olio ha caratteristiche nutraceutiche (nutritive e terapeutiche insieme) che lo rendono uno dei più preziosi doni di Madre Natura.

È lo è soprattutto per un gruppo di donne che il mondo maschile ha messo ai margini, ha costretto all’angolo, terrorizzandole, picchiandole, minacciandole di fermarle per sempre. Le donne che curano la violenza con l’Olio d’oliva extravergine molisano, riscoprendone elementi simili a quelli del loro latte, che hanno dato dal loro seno ai bimbi: acidi grassi insaturi essenziali, acido linoleico (LA), capostipite degli acidi grassi insaturi omega-6, e alfa linolenico (ALA) capostipite degli insaturi omega-3.

Lo hanno scoperto durante un corso di formazione voluto dalla Cooperativa Sociale Kairos di Termoli nell’ambito di un progetto finanziato da Regione Molise.

Il progetto, denominato “A.S.P.Em. – Agricoltura Sociale per la Promozione dell’Empowerment di donne e famiglie monoparentali con minori”, era stato ideato dall’équipe della Kairos in collaborazione con operatrici del Centro Antiviolenza Be Free del Molise.

Un progetto che si è rivelato un modello pilota di promozione dell’indipendenza economica attraverso l’olivicoltura sia per il Molise sia per il resto del Paese.

Proprio il Basso Molise è stato la culla dell’olivicoltura italiana con la fondazione, 25 anni or sono,

dell’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio

voluta da Pasquale Di Lena.

Nella loro terra, quella del Molise, Kairos ha mostrato loro il grande patrimonio di almeno diciotto varietà autoctone di olivi, la cui bontà veniva decantata già nell’antichità

E così le ha aiutate a produrne uno proprio – L’Olio Evorecuperando uliveti abbandonati e a rischio di abbandono: il loro olio arriva dal Molise, dalle terre di Guardialfiera, quelle narrate da Francesco Jovine in romanzi come “Signora Ava” e “Le Terre del Sacramento”, da uliveti che hanno trasformato in giardini.

Le donne di ASPEm da qualche tempo stanno volgendo lo sguardo alle loro antenate per dare continuità alla vita, in quella che nel vissuto degli incontri con le psicologhe e con i formatori è diventata la loro terra, la “Terra delle Donne”.

Ma loro, assieme alle Cooperative Sociali Kairos di Termoli e Be Free di Roma, hanno un grande progetto: far ‘ripartire’ la produzione dell’olio. Infatti, secondo i dati dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (I.S.M.E.A.), la produzione di olio d’oliva in Italia nel 2018 si è più che dimezzata.

L’Olio Evo e la gestione dell’uliveto

Le donne di ASPEm hanno compreso, invece, che la gestione dell’uliveto è complessa e non può prescindere da professionalità, specializzazione e capacità di cogliere le opportunità offerte dall’ innovazione.

Monitorare le produzioni e intervenire nei modi e nei tempi opportuni diventa una condizione necessaria per ottenere qualità, quantità ma soprattutto continuità produttiva e di reddito.

L’Olio Evo prodotto, cui le donne beneficiarie hanno dato il nome di “ASPEm – La Terra delle Donne”, sta incontrando un diffuso apprezzamento nella ristorazione locale che, nonostante le misure anti-Covid, preferisce alle bustine d’olio monodose ancora il “giro d’olio” a tavola con la somministrazione in bottiglia di vetro, opportunamente igienizzata!

L’Olio Evo che cura la violenza

I proventi della vendita verranno reinvestiti dalla Cooperativa Kairos in ulteriori progetti di recupero di uliveti abbandonati della regione, allo scopo di salvaguardare questo importante patrimonio attraverso la definizione di forme innovative di imprenditoria ‘’socio-eco-ambientale’.

L’Olio Evo.

E’ così che le donne di ASPEm intendono curare le ferite della violenza: investendo energie nella cura di uliveti che come loro sono stati abbandonati, dimenticati, maltrattati e che, invece, rivelano una grande resilienza

www.kairosonlus.eu

Redazione

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