Palazzo Albergati: a Bologna la cultura riparte con Monet

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L’impressionismo come baluardo per la lotta al Covid-19: la cultura a Bologna riparte da Monet – a Palazzo Albergati fino al 14 febbraio 2021 

In una delle location più affascinanti del capoluogo emiliano, quel palazzo Albergati che è simbolo del Rinascimento bolognese, nasce e cresce un progetto di valore inestimabile: approdano in Italia ben 57 dipinti provenienti da una delle collezioni più inarrivabili al mondo.

Le opere, infatti, arrivano dal “Musée Marmottan Monet” di Parigi, noto per essere la “casa dei grandi Impressionisti”, irraggiungibile ai più, visto che dal 1934 ad oggi, data della fondazione del Museo, questa è la prima volta in cui un corpus unico di quadri lascia la propria sede.

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Il gruppo Arthemisia, infatti, dopo aver visto svanire l’apertura della mostra programmata inizialmente per lo scorso 12 Marzo a causa della pandemia, ha abbassato la testa e ha continuato a spingere.

In controtendenza quindi rispetto al panorama internazionale, un esempio che deve diventare modello, a Bologna hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, per regalare al grande pubblico una mostra di una bellezza che toglie il fiato.

Si parte dal piano terra, e più precisamente da una sala experience: uno splendido corridoio di specchi dove crescono piante e fiori virtuali, le luci cambiano colore per accogliere i visitatori .

Una stanza per ricreare l’atmosfera en plen air, dove gli impressionisti si sono immersi per scappare dagli studi in cui i pittori dell’epoca erano abituati a rinchiudersi.

Dai riflessi di alberi e foglie, dallo scorrere placido di un’acqua virtuale si prosegue verso un allestimento molto classico, dove a farla da padrone, più che il susseguirsi conciso delle opere, sono le misure anticovid che non permettono l’ingresso nelle stanze a più di 10 persone per volta: sorprendentemente, un modo per aiutare il visitatore a calarsi, a immedesimarsi nell’atmosfera introdotta dal corridoio d’ingresso, un’atmosfera intima in cui sono le pennellate a occupare le sale, sovrastate dai soffitti affrescati di palazzo Albergati.

Palazzo Albergati: i capolavori esposti

Dai colori pastosi di Manet alle inconfondibili donne di Degas, famoso per le sue ballerine, fino ad arrivare al primo piano, dove un vero e proprio trionfo di colori esalta le Ninfee (1916-1919 ca.) di Monet – opere inedite, queste, per il grande pubblico, perché mai uscite dal Musée Marmottan.

Un trionfo di colori, esaltati dagli esordi del puntinismo di Signac, smorzati dalla calma orientaleggiante di Pissarro, amati e odiati dalla ricerca maniacale di Monet, che ha fatto dello studio della luce e della tavola cromatica una missione.

Si passa lentamente da una sala all’altra, da un corridoio a quello successivo, il respiro attutito dalla mascherina e l’elastico che scombina i capelli, ad osservare le opere di artisti che hanno fatto delle sensazioni, delle impressioni che li possedevano i capisaldi per attuare la loro splendida rivoluzione.

E forse non poteva esserci momento migliore per inaugurare una mostra che riparte da ideali forti, sensazionali, portati avanti da uomini che non si sono arresi di fronte a un mondo che non li capiva, un mondo che forse neanche loro riuscivano a comprendere, troppo presi da quel corridoio di specchi vicino all’entrata della mostra.

Sede e date
Palazzo Albergati, Bologna
29 agosto 2020 – 14 febbraio 2021

www.palazzoalbergati.com/

Orario apertura
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
(la biglietteria chiude alle ore 19.00

Testo di Luca Baldacci 

Luca Baldacci

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