Paul Klee al MASI Lugano: la collezione Sylvie e Jorge Helft

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Paul Klee al MASI Lugano. La collezione Sylvie e Jorge Helft

E ‘stata una grande emozione conoscere i collezionisti Sylvie e Jorge Helft che hanno presentato la loro splendida raccolta di disegni e incisioni di Paul Klee al MASI Lugano.

Ci hanno seguito durante la visita di inaugurazione (lo scorso primo settembre), ritrovando – ancora una volta – l’entusiasmo per questo grande artista che hanno molto amato.

Esposta per la prima volta nel suo insieme in un contesto museale, la collezione Helft comprende una settantina di opere tra disegni a matita, a penna, pastelli, acquerelli, acqueforti e litografie, che coprono un ampio arco temporale della produzione dell’artista, dal 1914 fino alla sua morte.

Jorge Helft ha ricordato che è iniziato ben 65 anni fa il loro lavoro di assemblamento di queste opere, ora esposte a Lugano.

Un coerente nucleo di lavori che mette in luce la forza e l’importanza del disegno, e in particolare della linea, nell’opera di Klee.

Il disegno non è mai concepito dall’artista come fase preparatoria per la realizzazione di un dipinto, ma come opera autonoma: in questo senso, è significativo considerare che quasi la metà della sua vasta produzione – che comprende circa 9.000 opere – sia costituita da disegni.

L’ispirazione dell’artista arriva anche dall’interesse per l’arte preistorica e per i disegni infantili, dei quali cui apprezza la spontaneità, l’autenticità e la riduzione delle forme. La linea viene da lui impiegata in tutte le forme possibili.

Le opere grafiche di Klee ci regalano molte emozioni – anche condivisioni del nostro vissuto – grazie alla connotazione spesso ironica e umoristica, che a tratti sfiora il sarcasmo, ma che a volte si colora di una sfumatura più drammatica.

Inoltre, la linea occupa una posizione chiave anche negli scritti teorici di Klee e rappresenta un elemento ricorrente nelle sue lezioni al Bauhaus di Weimar e Dessau, dove insegna per dieci anni.

La mostra è allestita in uno spazio raccolto per permettere un dialogo ravvicinato tra le opere e riflettere il rapporto privilegiato che una collezione privata consente di avere con esse.

Paul Klee al MASI Lugano: il percorso espositivo

Il percorso è ritmato secondo sette sezioni che esplorano temi ricorrenti nell’opera di Klee e momenti chiave della sua traiettoria artistica.

Il confronto tra natura e architettura, la figura umana e il mondo animale, gli anni d’insegnamento al Bauhaus, il rapporto con le arti performative, fino a toccare il tema della malattia in relazione alla produzione dell’ultimo periodo (1935-1940).

Una speciale sezione è dedicata a edizioni d’epoca di libri illustrati da Klee, cataloghi di esposizioni, monografie e un raro esemplare completo del portfolio Meistermappe des Staatlichen Bauhausesdel 1923.

La prima sezione della mostra è dedicata al rapporto con la natura, importante fonte di ispirazione per l’artista nel processo creativo: come la natura, anche l’artista dà vita alle proprie opere grazie ad un impulso vitale che guida il susseguirsi delle fasi di genesi, crescita e proliferazione degli aspetti formali che caratterizzano l’opera stessa.

Klee disegna e dipinge senza avere in mente a priori il soggetto o la scena che vorrebbe rappresentare che, al contrario, scaturiscono spontaneamente.

Nella sezione successiva dedicata al periodo fra le due guerre e agli anni del Bauhaus spicca l’opera L’altra stanza dei fantasmi (nuova versione) del 1925. Prima opera di Klee acquistata da Jorge Helft nel 1970

In questa composizione Klee combina abilmente l’uso della prospettiva centrale e un’atmosfera di ispirazione dechirichiana, dando vita a una visione che oscilla tra suggestioni cubiste e metafisiche.

Figura umana e mondo animale

Il percorso prosegue con due sezioni dedicate all’esplorazione della figura umana e del mondo animale e alle suggestioni narrative che contraddistinguono molte delle opere in mostra.

Le figure di Klee sono spesso delineate in maniera sintetica, pochi tratti bastano a suggerire un’espressione o un atteggiamento.

Attento osservatore dell’agire umano, particolarmente interessato ad esplorare nella sua opera le interazioni sociali, Klee si diverte a creare scene dalle connotazioni drammatiche e caricaturali dove spesso sono proprio gli animali ad adottare comportamenti che fungono da specchio a contraddizioni e virtù dell’uomo.

La solida formazione musicale di Klee – figlio del professore di musica Hans Klee e della cantante Ida Frick e a sua volta eccellente violinista – emerge sia nella struttura delle sue opere sia nella scelta dei soggetti.

Nella sezione dedicata al rapporto tra Klee e le arti performative, diversi lavori riflettono il grande interesse dell’artista per il teatro e per i personaggi comici e del circo, in cui egli identificava metafore dei comportamenti umani, talvolta riconducibili a esperienze personali.

Il periodo della malattia

L’ultima sezione della mostra è dedicata ai lavori dell’ultimo periodo che si caratterizzano per la rapidità del tratto, la riduzione delle forme e l’impiego di una matericità quasi tattile, resa attraverso l’uso di colori a colla d’amido molto spessa, che fa sembrare le sue opere dipinte direttamente con le dita.

Paul Klee al MASI Lugano

Duello 1938 Colore a colla su carta su cartone – Collezione privata © Nicolas Borel

Nonostante siano segnati dalla malattia, gli ultimi anni di Klee costituiscono un momento estremamente produttivo.

Sono qui presentate opere su cui “la morte getta la sua ombra”, come ricordato da Juan Manuel Bonet nel suo saggio pubblicato in catalogo: il progredire di una malattia incurabile stava infatti trasformando progressivamente il corpo dell’artista, che si rappresenta letteralmente “a pezzi” nel disegno Unterbrochene Metamorphose del 1939.

Una speciale sezione della mostra è dedicata a pubblicazioni d’epoca che gli Helft, appassionati bibliofili, hanno raccolto negli anni. Si tratta di edizioni rare e preziose.

Tra queste è esposto anche un esemplare eccezionalmente completo del portfolio Meistermappe des Staatlichen Bauhauses, che contiene, tra le altre, una litografia di Vasilij Kandinskij e una composizione costruttivista di László Moholy-Nagy.

Il catalogo

In occasione della mostra viene pubblicato il catalogo “Paul Klee. La collezione Sylvie e Jorge Helft” disponibile in italiano, inglese e tedesco.

Oltre alle riproduzioni a colori di tutte le opere esposte, il catalogo include un’intervista ai collezionisti realizzata da Tobia Bezzola, direttore del MASI Lugano e testi di Juan Manuel Bonet, Francisco Jarauta e Achim Moeller.

www.masilugano.ch

I disegni e le incisioni di Klee: opere autonome, privilegiate dall’artista, dove l’ironia e il dramma, la natura e l’animo umano regalano risultati straordinari.

Immagine di copertina – Spiriti del teatro 1939 – Acquerello su carta su cartone Collezione privata © Nicolas Borel

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.