TÁR: ovvero l’iconica direttrice d’orchestra Lydia Tár

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TÁR: ovvero l’iconica e controversa direttrice d’orchestra Lydia Tár

TÁR, Regia di Todd Field, con Cate Blanchett, Noémie Merlant, Nina Hoss, Sophie Kauer, Julian Glove, USA 2022 – Nei cinema il 9 febbraio.

Una straordinaria Cate Blanchett è Lydia Tár, una delle più grandi compositrici e direttrici d’orchestra viventi e prima donna in assoluto a dirigere la Berliner Philharmoniker.

Ne racconta la tormentata vicenda interiore Todd Field, produttore, sceneggiatore e regista di un film che esplora l’interiorità di una donna e l’irresistibile tentazione del potere che si esprime tra seduzione e imposizione, tra fascino e autorevolezza, scivolando nella manipolazione e nell’abuso.

La figura di Tár è scandagliata nel suo fascino e nella sua ambiguità, mentre la sua autorità è via via messa in discussione nell’impatto col mondo attuale dominato dalla tecnologia.

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Credit: Florian Hoffmeister / Focus Features

Lydia Tár, prima direttrice d’orchestra, riempie il film con la sua personalità complessa e con le sue performance artistiche.

Il film inizia con una lunga intervista in cui Tár esprime la sua concezione della musica.

E poi assistiamo a una sequenza straordinaria in cui Lydia tiene una lezione in cui discute la tendenza odierna a condannare grandi artisti del passato, da Wagner e Bach a Woody Allen, a causa di aspetti controversi della loro vita privata. Si percepisce come nelle sue parole si delinei un’autodifesa.

Lydia e Francesca

Cruciale il rapporto con la sua assistente Francesca, interpretata da Noémi Merlant, che aspira a un ruolo di maggiore importanza, che ha vissuto con Lydia esperienze di ricerca tra musica e antropologia e nel cui sguardo si legge la complessa e tormentata intimità che le lega.

È lei che raccoglie le email di Krista, una ex assistente delusa, che ha subito il fascino di Lydia e ha forse concesso favori sessuali nella prospettiva di riconoscimenti professionali che non sono venuti, spingendola al suicidio.

Via via li rapporto tra Lydia e Francesca si degrada: la fiducia trasforma in diffidenza da parte di Lydia e la delusione per una mancata promozione motiva il tradimento e l’abbandono di Francesca, responsabile forse della diffusione delle email di Krista che mettono in cattiva luce Tár e ne avviano il declino.

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Lydia e Sharon

Intanto maturano altri dissidi nella gestione dell’orchestra di cui Tár dirige le prove per completare il ciclo delle sinfonie di Mahler, impresa che per lei vale una consacrazione artistica.

Sharon, la campagna di Lydia, suona il violino nella filarmonica; vivono insieme e hanno una bambina Petra, con qualche problema a scuola.

Nina Hoss dà a Sharon spessore e complessità: ha sicuramente favorito l’ascesa di Lydia a Berlino, è per lei un riferimento sicuro, sia nell’orchestra che nella vita di coppia, vissuta alla luce del sole. Ne subisce il fascino, ma alla pari. Il suo sostegno è fondamentale per Lidia, che via via manifesta turbamenti e incrinature.

. Credit: Courtesy of Focus Features

TÁR: tra realtà e incubo

L’abilità di Field è soprattutto quella di mescolare la vita reale di Tár ai suoi incubi, alla sua vita onirica, innescata apparentemente dalle paure di Petra, in realtà dalle sue angoscia interiori, che mettono a repentaglio la sicurezza con affronta la sua vita personale e artistica.

Una sicurezza che dimostra sempre più un’apparenza, nascondendo il difficile percorso attraverso il quale Tár è riuscita ad emergere.

Circola intanto un video in cui sono montati in modo tendenzioso e falso momenti della lectio magistralis, probabilmente diffusi da membri del suo stesso staff. Non sapere più su chi può fare affidamento rende debole Tár. I timori e gli incubi sono ricorrenti e non si distinguono quasi più dalla realtà.

Eppure il suo talento resta incontrastato e le rende oltremodo difficile accettare la caduta: la vediamo reagire in modo inconsulto e controproducente. Il contrasto di sentimenti che le sono indirizzati, tra ammirazione e risentimento, amore e odio che la feriscono e destabilizzano.

Field lo racconta mescolando audacemente linguaggi differenti: le conversazioni in chat, le email, i video su YouTube si inframezzano a sequenze di un cinema più classico e ci immergono nella psiche turbata di Lydia.

Tár non è un film biografico, ma uno scavo psicologico nella personalità di una donna di potere, di un’artista affermata che fatica a gestire le sue stesse qualità, che confonde vita privata e ruolo professionale.

È un’indagine sul tema sempre più attuale dell’abuso di potere che lusinga e alla fine distrugge sia ne è vittima che chi ne approfitta.

La caduta di Tár culmina nella sequenza finale, realizzata ancora una volta mescolando i linguaggi.

Il ruolo di Tár è assai complesso da interpretare e richiedeva un’artista eccezionale come Cate Blanchett, che arriva a dirigere davvero l’orchestra e comunica la gamma di emozioni altalenanti di Lydia con grande verosimiglianza, come le riconoscono anche le altre notevoli attrici che interpretano Sharon e Francesca, le già citate Nina Hoss e Noémie Merlant.

Il film ha ottenuto 6 candidature al Premio Oscar ed è stato premiato al Festival di Venezia.

Distribuzione https://www.universalpictures.it

Elefteria Morosini