Belfast: dove il Titanic vale un museo

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Belfast: dove il Titanic vale un museo

Dopo il film di Cameron tutti sappiamo tutto ma, a Belfast …

Eh già, Di Caprio e Winslet giovani (era il 1997, il tempo passa vero?), gli 11 Oscar al film sul più grande disastro marittimo della storia (ovviamente uno agli effetti speciali).

Quell’orchestrina che suona sul ponte diventata una metafora e loro due abbracciati sul pennone di prua, sulle note di Celine Dion.

Fu il più grande disastro marittimo della storia, più di 1500 morti in quelle acque gelate dell’aprile 1912 e, filmone a parte, fu anche moltissimo indagato.

Eppure molte domande non troveranno più risposta in quel relitto ormai smangiato sul fondo dell’oceano.

Su tutte una: come diavolo fecero le vedette a non scorgere quell’iceberg in una notte stellata e di mare calmo?

Dunque ora anche un Museo. Giusto: ma perché a Belfast?

Perché Belfast è la cittadina del Titanic.

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Se vai al Thompson Dry Dock, ancora in stile edoardiano, il passato aleggia nell’aria e vi si percepisce la presenza di quei commercianti, carpentieri, installatori, idraulici e apprendisti che hanno reso possibile la costruzione di quella smisurata, bellissima e sfortunatissima nave.

Da questo molo si può godere della vista della corazza scintillante del Titanic Belfast.

Nel Museo nove gallerie raccontano nel dettaglio tutta la storia,

dalla creazione al tragico naufragio.

Ma ti aspettano anche montagne russe sulle impalcature, un cinema subacqueo e la riproduzione di alcune di quelle cabine davvero incredibili per lusso ed eleganza.

Se poi volessi programma la visita in domenica, potresti concluderla con il tè pomeridiano servito accanto alla magnifica replica della Grand Staircase.

Sarebbe un’esperienza deliziosa, con tanto di personale in uniforme dell’epoca, un menù ispirato a quello originale e un gruppo jazz per creare la giusta atmosfera.

Visiterai anche i vecchi uffici di progettazione in cui il sogno del Titanic ha cominciato a prendere forma nel rinnovato Titanic Hotel Belfast, o potresti salire a bordo dell’ultima nave rimasta della White Star Line, la SS Nomadic all’Hamilton Dock.

Costruita come tender per la nave dei sogni, è un modesto rimando all’epoca edoardiana, quando la White Star Line era la quintessenza di qualità e lusso.

Al museo di Belfast non perderti….

Non perderti una visita al Titanic Dock & Pumphouse.

La portata di questo bacino di carenaggio che un tempo ospitava il gigantesco transatlantico può essere realmente apprezzata solo raggiungendo il punto in cui la Nave dei Sogni si trovava alla vigilia del suo primo e ultimo viaggio nel 1912.

E poi ci son le guide. Bravissime ed esperte, non hanno rivali in quanto a legami con la nave e sono in grado di offrirti dei tour davvero ….. titanici! Se non la soffri, anche in barca e senza iceberg tra le scatole.

Potrai scegliere una bella camera alla Rayanne House e affacciarti ad un balcone sul molo da cui è stata varata la nave.

Nelle cucine, lo Chef Conor McClelland ha ricreato il menù originale della prima classe, un tempo amato da gente come Benjamin Guggenheim e “l’inaffondabile” Molly Brown.

Infine, già che ci sei, c’è Belfast!

La Town Hall, il St. George Market, il quartiere della Cattedrale, il Giardino Botanico, i murales di Falls Road e tanto altro: non ti annoierai di sicuro, in questo angolo di Irlanda.

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Per chiudere, abbandonerai le prelibatezze della Titanic cuisine, ti siederai in un pub e innaffierai con una pinta di Guinness il tuo Irish Stew: uno stufato di agnello o manzo cotto nel brodo, con carote e patate a pezzettini.

“Stava così bene quando ha lasciato il porto…” si sente ancora dire qui con tipico umorismo British. A Belfast starai bene anche tu.

Mario Conti