Boemia: le sfere soffiate nel vetro sono patrimonio Unesco

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Boemia: le sfere soffiate nel vetro sono patrimonio Unesco

Chi non conosce la fama del cristallo di Boemia?

Ben pochi, però, conoscono le sue altrettanto tipiche e raffinate perline di vetro soffiato, diventate Bene Immateriale dell’Umanità Unesco.

Alle minuscole, fragili e luccicanti sfere soffiate nel vetro e lavorate rigorosamente a mano esclusivamente in Boemia, nel piccolo Comune di Ponikla (e in nessun altro luogo al mondo), è finalmente arrivato il prestigioso fregio.

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Non più “solo” decorazioni uniche, ma testimoni di una cultura e una tradizione assolutamente da difendere.

Dopo la Blaudruck (la stampa blu), c’è l’ennesimo riconoscimento per la Repubblica Ceca.

In quel lembo di estrema Boemia che confina con la Polonia…

Ai piedi dei Monti dei Giganti  luccica uno dei più bei vanti dell’artigianato ceco.

Quest’arte, fragile in tutti i sensi, oggi come oggi praticata soltanto qui, si sviluppa all’inizio del ‘900 nel villaggio di Ponikla, in un’area fin lì dedita quasi esclusivamente alla tessitura.

I fondatori della Rautis, azienda a gestione familiare, seppero intravvedere nella bigiotteria un filone ben più redditizio e arrivarono in breve a impiegare ben 400 famiglie del territorio, ognuna delle quali era in grado di produrre a mano fino a 3.500 perline al giorno.

Già allora le piccole sfere luccicanti venivano declinate in più forme, colori e lavorazioni.

A partire da metà del ventesimo secolo la produzione si concentrò sulle decorazioni natalizie: catene, stelle, fiocchi di neve, angioletti e altre figurine, animaletti colorati per abbellire l’albero e non solo.

Come nasce la magia eterna delle perline di Ponikla?

Oggi come un tempo, il mastro perlaio soffia il vetro, dà forma a brevi file di perline (tonde, oblunghe, quadrate, rettangolari, lisce o sfaccettate) grazie allo stampo, quindi le raffredda nell’acqua e, mentre la materia prima è ancora duttile, le uniforma massaggiandole con le mani.

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Una volta che gli stecchi di perline sono freddi, passano alla tintura (oro, argento e infinite altre sfumature), alla pittura, alla smaltatura ed eventualmente a un tocco di polveri colorate.

Si procede quindi a tagliarli per “liberare” i singoli pezzi, che vengono poi molati per essere infine infilati o assemblati nel prodotto finale, senza eguali.

Una procedura meticolosa, la cui straordinarietà e poesia è difficile descrivere a parole. 

Redazione

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