La Rotta di Enea: un viaggio tra archeologia e natura

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La Rotta di Enea: un viaggio tra archeologia e natura

La Rotta di Enea, il mitico viaggio dell’ eroe troiano cantato da Virgilio diventa  il 45° itinerario culturale riconosciuto a livello europeo.

Molti di noi, probabilmente a scuola, avranno letto o sentito parlare dell’Eneide di Virgilio, il poema che racconta il mitico viaggio, collegato alla fondazione di Roma, dell’eroe troiano in fuga dalla sua città natale dopo l’assedio da parte dei Greci, fino alle coste del Lazio.

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A ricordarci che il Mediterraneo è la culla, la casa comune, della nostra e di altre diverse civiltà è in avvio un nuovo itinerario culturale “certificato” dal Consiglio d’Europa, “La rotta di Enea”, promosso dall’omonima Associazione, in collaborazione con numerosi enti e istituzioni a livello internazionale.

La Rotta di Enea che attraversa cinque Paesi (Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia),  nel nostro Paese interessa ben cinque regioni (Puglia, Sicilia, Calabria, Campania e Lazio).

La Rotta di Enea: i luoghi dell’itinerario

La mappa di questo itinerario è proprio la stessa del percorso dell’Eneide di Virgilio.

Si articola in 21 tappe principali che toccano 6 Siti Unesco (Troia, Delo, Butrinto, Monte Etna, Cartagine, Parco del Cilento e Vallo di Diano), 3 Parchi Nazionali (Monte Ida in Turchia, Parco Nazionale di Butrinto in Albania e il nostro Parco del Cilento e Vallo di Diano).

La partenza: Troia, Monte Ida e Antandros (Turchia)

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Partenza dalla Turchia: Troia conserva nel museo archeologico la maggiore collezione scultorea e iconografica al mondo dei luoghi e dei personaggi dell’Iliade di Omero.

Poi una piacevole sosta alle cascate del Parco Nazionale del Monte Ida prima di arrivare al sito archeologico di Antandros dove sono stati scoperte una necropoli e una villa romana di epoca imperiale con splendidi mosaici e dove, secondo Virgilio, salpò Enea.

Arrivo finale in Italia a Pratica di Mare, Pomezia, l’antica città di Lavinium, considerata il luogo delle origini del popolo romano, con le statue in terracotta (le “fanciulle di Lavinium”) del santuario dedicato a Minerva e i 13 altari allineati di un secondo santuario, connesso con il tumulo monumentale che custodisce la tomba di Enea.

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Delos, Patria del Dio Apollo e della Luce.

Lungo la rotta di Enea  il grande sito archeologico di Delos in Grecia, l’isola sacra dove sono nati Apollo e Artemide, con la famosa Terrazza dei Leoni del lago sacro e l’ “Agorà degli Italiani”, la piazza/mercato della vendita degli schiavi.

Attualmente non si può pernottare sull’isola (solo gli archeologi degli scavi), ma può essere raggiunta facilmente da Mykonos e dalle isole vicine.

L’antica città di Butrinto in Albania è un vero e proprio museo all’aperto all’interno del Parco Nazionale. Qui Enea incontrò la prima moglie Andromaca.

Castrum Minervae, l’approdo di Enea in Italia

Ed eccoci al primo approdo di Enea in Italia: a Castro, nel Salento, dove tra i resti del Santuario di Atena-Minerva spicca il busto in pietra leccese della dea, la cui statua era alta più di tre metri.

Poi a Capo Colonna, vicino alla colonia greca di Crotone in Calabria, tra i resti del santuario dedicato a Hera Lacinia, che proteggeva la natura e i pascoli di bovini.

Nel Museo Archeologico di Crotone è esposto il “tesoro” di Hera Lacinia con uno straordinario diadema aureo.

La Rotta di Enea: Cartagine e il secondo approdo in Italia

A Cartagine in Tunisia, dove si consumò l’infelice amore tra Enea e la regina Didone, fondatrice della città, numerosissime sono le testimonianze del periodo punico e di quello romano.

Secondo approdo in Italia, in Sicilia, prima a Trapani (Drepanon), dove muore Anchise, il padre di Enea; per i Troiani che non vogliono proseguire vengono fondati la colonia di Segesta (Acesta), Entella (poi distrutta) ed Erice, di cui Drepanon era il porto.

In Campania, a Palinuro, il nocchiero di Enea caduto in mare vinto dal Dio Sonno, resta il suo sepolcro, ma da qui si raggiunge la Costa degli Infreschi nel Parco del Cilento e Vallo di Diano.

Poi Cuma, la prima colonia della Magna Grecia, con l’Antro della Sibilla, veggente e guida di Enea nell’Oltretomba, ritenuto dagli archeologi una galleria militare di età sannitica.

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Pozzuoli, l’antica Puteoli, fondata dai Greci, e il promontorio Rione Terra su due livelli: ipogeo di epoca greco-romana e moderno.

Il Parco archeologico dei Campi Flegrei con ben 25 siti archeologici e il Parco Marino sommerso di Baia, antica località sprofondata sotto il livello del mare a causa dei fenomeni bradisismici.

La Rotta di Enea: l’arrivo finale

Infine nel Lazio, prima dell’arrivo finale, a Gaeta (Caieta), elegante sobborgo residenziale in età romana, porto di Formia (Formiae), a cui si collegava tramite la via Flacca; secondo Virgilio Caieta era la nutrice di Enea qui sepolta.

“La Rotta di Enea” con le sue diverse tappe è dunque a pieno titolo un grande progetto per il rilancio della cultura e dell’economia del mare, un viaggio tra archeologia e natura, un’occasione di conoscenza e di incontro, pensato proprio per valorizzare la ricchezza delle diversità.

photo di copertina @Ellen26 da Pixabay

Raffaella Airaghi

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