Roma: Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza

Scuderia_del_Quirinale-Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza

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Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza Roma – Scuderie del Quirinale – fino al 30 giugno 2019

Scuderia_del_Quirinale-Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza

La mostra allestita a Roma per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci dalle Scuderie del Quirinale insieme al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano ci offre un percorso straordinario attraverso 10 disegni del Codice Atlantico e svariati modelli dei progetti leonardeschi, dal carro da guerra alle macchine per il volo, molti dei quali esposti per la prima volta dopo il restauro.

La mostra, secondo Claudio Giorgione, del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e curatore dell’iniziativa “intende restituire gli studi e le interpretazioni più recenti dell’opera di Leonardo ingegnere e umanista, evidenziandone le relazioni con il pensiero dei suoi contemporanei”, nel contesto italiano e internazionale.

Scuderia_del_Quirinale-Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza

Il primo incontro con l’ingegneria avviene nel cantiere del Duomo di Firenze, dove Leonardo può osservare da vicino le gru ideate da Filippo Brunelleschi per realizzare la celebre cupola, uno dei più grandi e rivoluzionari cantieri del Rinascimento.

Dopo il suo arrivo a Milano nel 1482, Leonardo si misura con la tradizione classica, attraverso la riscoperta di Vitruvio che ispira il Trattato di Architettura di Francesco di Giorgio Martini, dove compare il paragone tra le proporzioni degli edifici e quelle del corpo umano, sintetizzate nell’Uomo Vitruviano di Leonardo.

In una sala sono proposti diversi studi sulle realizzazioni leonardesche per i navigli milanesi, accanto a preziose miniatura del Quattrocento raffiguranti la pianta di Milano dalla forma circolare e solcata da corsi d’acqua. Qui sono esposti i portelli monumentali originali della chiusa di San Marco del Naviglio, in funzione fino al 1929.

Negli stessi anni in cui attende all’esecuzione del Cenacolo, tra il 1495 e il 1497, Leonardo si dedica a studi approfonditi in campi legati alle eccellenze produttive della Milano Sforzesca, come il tessile e la metallurgia.

I disegni mostrano le conoscenze acquisite e forniscono proposte pratiche e innovative, come il filatoio ad alette mobili, uno dei più bei fogli del Codice Atlantico esposti in mostra, per completezza e raffinatezza.

Sebbene si definisca un “omo sanza lettere” e rivendichi la sua formazione fondata sull’esperienza e sull’osservazione diretta della natura, Leonardo si confronta con i grandi testi della tradizione classica, medioevale e contemporanea: colpisce la sala dedicata a ricostruire la sua biblioteca personale, costituita da oltre 150 volumi, che lo hanno seguito in tutti i suoi spostamenti in Italia e in Europa, chiusi in una cassa.

L’elenco dei testi di letteratura, ingegneria, matematica, anatomia, astronomia, ecc. è ricavato dalle liste presenti nei codici leonardeschi. In mostra possiamo ammirare manoscritti, disegni, stampe, cinquecentine illustrate e dipinti provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed europee che ci mostrano ciò che leggeva Leonardo.

Emozionante è osservare il prezioso trattato di Francesco di Giorgio, in prestito dalla Biblioteca Laurenziana, unico volume appartenente con certezza al Maestro, con annotazioni di suo pugno, e uno dei due manoscritti della Divina Proportione di Luca Pacioli, realizzato per Ludovico il Moro nel 1498 e arricchito da sessanta disegni della “ineffabile sinistra mano” di Leonardo, in prestito dalla Bibliothèque di Ginevra.

Si tratta di una raccolta eccezionale di materiali che è raro vedere insieme.

 Studio dei due mortai

Tra i suoi molti meriti, Leonardo stesso pone in evidenza la capacità di progettare macchine da guerra: “Ho anchora modi de bombarde comodissime et facile ad portare et cum quelle buttare minuti saxi a similitudine quasi di tempesta […]” . Così si presenta al duca Ludovico Maria Sforza in una lettera del Codice Atlantico in cui offre i suoi servigi di ingegnere militare.

I suoi disegni sono caratterizzati da grande immaginazione e precisione, come quelli dedicati al volo, che concludono il percorso: “Piglierà il primo volo il grande uccello sopra del dosso del suo magno Cecero, empiendo l’universo di stupore, empiendo di sua fama tutte le scritture e gloria eterna al loco dove nacque”

Nell’ultima sala è proposto il mito di Leonardo, sempre vivo nel tempo, a cominciare dal giudizio di Giorgio Vasari nelle Vite : “Laonde per tante parti sue sí divine, ancora che molto piú operasse con le parole che co’ fatti, il nome e la fama sua non si spegneranno già mai”.

“Attraverso l’attenta ricostruzione del contesto culturale, il racconto delle contaminazioni tra le diverse discipline e la descrizione delle abilità tecniche e scientifiche di Leonardo, abbiamo voluto offrire una visione ampia della sua figura, troppo spesso presentata come genio isolato” sottolinea Matteo Lafranconi, Direttore delle Scuderie del Quirinale.

La mostra vanta la collaborazione eccezionale del maestro del ritratto Thomas Cian, che firma il volto di Leonardo utilizzato per la campagna di comunicazione della mostra, e dello scrittore Marco Malvaldi, autore del libretto composto per l’occasione «L’investigatore universale».

Eventi speciali e laboratori contribuiscono ad arricchire e approfondire i contenuti della mostra, coinvolgendo adulti e bambini. Tutte e informazioni sono disponibili sul sito www.scuderiedelquirinale.it
Catalogo arte’m – l’erma di bretschneider a 35,00 e a 5,00 euro

 

Elefteria Morosini

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